Il cinema è in lutto: è morto all'ospedale di Asiago nella notte di domenica Ermanno Olmi, 87 anni. Il regista da tempo combatteva contro una grave malattia. Era ricoverato d'urgenza dalla sera di venerdì. Lascia la moglie Loredana, la figlia Elisabetta ed i figli Fabio ed Andrea. Il regista, come apprendiamo da "Il Giornale di Vicenza", aveva espresso il desiderio di trascorrere le sue ultime ore nella riservatezza dei suoi affetti, nella sua casa di contrada Val Giardini di Asiago, purtroppo la morte è sopraggiunta prima che la famiglia potesse organizzare il trasporto dall'ospedale.

Una carriera ricca di successi

Una carriera costellata di successi per Ermanno Olmi, che nasce a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 24 luglio 1931 da famiglia contadina e di grande fede cattolica. Si trasferisce a Milano dove studia all'Accademia di Arte Drammatica. Dirige decine di documentari senza esperienza, il primo grande successo è del 1977 con "L'albero degli zoccoli", ancora oggi considerato suo grande capolavoro e premiato con la Palma d'Oro a Cannes.

I premi: il Leone d'Oro, i David, il Nastro d'Argento

Combatte contro una malattia grave, la sindrome di Guillain-Barré, che lo costringe a stare lontano dalle scene. Tornerà nella fine degli anni Ottanta, gli anni in cui farà il pieno di premi. Con "Lunga vita alla signora!", vince il Leone d'Argento al Festival di Venezia 1987. L'anno successivo si aggiudica il Leone d'Oro per "La leggenda del santo bevitore", il film trionfa anche con quattro David di Donatello. Presentato in anteprima al Festival di Cannes nel 2001, "Il mestiere delle armi" si aggiudicherà 9 David di Donatello e sarà acclamato a livello internazionale. Dirigerà Bud Spencer nell'inedito e commovente ruolo del Vecchio Capitano Andorrano in "Cantando dietro i paraventi" nel 2003. "Torneranno i prati" è uno dei suoi ultimi lavori,uscito nel 2014, è un film ambientato nelle trincee sull'Altopiano di Asiago, che ha vinto 8 David di Donatello, un Nastro d'Argento e un Globo d'Oro.