Il premio Oscar Ennio Morricone nei giorni scorsi ha ricevuto, nella splendida cornice del Colosseo, dal ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, il premio Presidio culturale italiano, organizzato da Cultura Italiae. Maestro indiscusso delle musiche più belle del cinema e grande compositore a livello internazionale, Morricone si è congedato dal lavoro nel cinema, eccetto che per i film di Giuseppe Tornatore: "Il mio prossimo record quale sarà? Quello di non fare più musica per il cinema, salvo per Giuseppe Tornatore. Ma voglio fare musica che non sia per il cinema: ho già scritto una messa e un concerto per due pianoforti e archi. Insomma, voglio continuare a fare quello che ho sempre fatto, la musica assoluta, io la chiamo cosi".

E sì, perché soprattutto con il crescendo della sua popolarità nell'ambiente cinematografico e con le copiose richieste pervenute da Hollywood, Ennio Morricone pare sia stato, da sempre, il maestro delle colonne sonore e basta, quando invece le sue composizioni non destinate al grande schermo hanno rappresentato un vero e proprio patrimonio della musica sinfonica: "Si parla sempre della mia musica per il cinema, ma io ho scritto altri cento lavori. Ci si ricorda sempre di me per il cinema e questo mi dispiace moltissimo".

Morricone ha poi sottolineato come al giorno d'oggi "i tempi sono cambiati, non c'e' lavoro e spesso per le colonne sonore si chiamano i dilettanti che magari usano anche i sintetizzatori. Oggi è difficile che si usino musiche originali, come fanno soltanto i grandi registi" e precisato (citando Thomas Edison) come, a suo parere, si debba affrontare al meglio il mestiere del compositore, soprattutto quando la destinazione è innestata nel ‘prodotto' cinematografico di un altro artista: "Non deve essere un lavoro duro, deve essere una gioia esprimere le proprie idee e imporle al regista e al film, anche se talvolta bisogna andare a patti e trovare un compromesso. L'ispirazione non esiste, e' l'1%, il resto e' traspirazione, fatica".