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“Eric Clapton: Life in 12 Bars” – il documentario sull’icona vivente al cinema per 3 giorni

La regista premio Oscar Lili Fini Zanuck ci porta nella vita di una delle figure più iconiche della storia della musica, l’unico ad essere inserito per ben tre volte nella Rock and Roll Hall of Fame, vincitore di 18 Grammy e universalmente riconosciuto come uno dei più grandi performer di tutti i tempi. Il documentario sarà nelle sale dopo per tre giorni, 26, 27 e 28 febbraio, quindi prenotate il vostro biglietto.
A cura di Ciro Brandi
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Il premio Oscar Lili Fini Zanuck è la regista di “Eric Clapton: Life in 12 Bars”, straordinario documentario sul leggendario chitarrista e cantautore inglese che, il prossimo 30 marzo, compirà 70 anni. A Londra, quando era al massimo della sua fama, in giro per la Capitale capitava di vedere le scritte “Clapton è Dio” ed, effettivamente, l’artista è senza dubbio uno delle figure più iconiche della storia della musica: l’unico ad essere inserito per ben tre volte nella Rock and Roll Hall of Fame, vincitore di 18 Grammy e universalmente riconosciuto come uno dei più grandi performer di tutti i tempi.  Il documentario sarà nelle sale dopo per tre giorni, 26, 27 e 28 febbraio, quindi prenotate il vostro biglietto.

Clapton: il genio della musica tra successi e dipendenze

Zanuck ci porta nella sua vita, fatta di luci e ombre, con filmati e fotografie d’archivio che raccontano la sua storia, dall’ infanzia fino ai Cream e ai successi da solista. “Eric Clapton: Life in 12 Bars” racconterà anche i passaggi più bui: la dipendenza da droghe e dall’alcool fino alla tragica morte del figlio Conor, scomparso nel 1991. Il regista Lili Fini Zanuck è riuscito ad avere accesso a materiali inediti tra cui fotografie, riprese, lettere, disegni e pagine del suo diario , fin da quando entrò, nel 1965, del gruppo Yardbirds, per passare poi con i Bluesbreakers. In seguito, Clapton forma il gruppo rock-blues dei Cream, con cui incide i pezzi cult “Sunshine of Your Love” e “White Room” e fonderà anche i Blind Faith e i Derek & the Dominos. Dopo un periodo di perdizione tra alcool e droga, nel 1974, incide l’album che da il via alla sua carriera da solista, “461 Ocean Boulevard”.

Dalla morte del figlio alla malattia degenerativa

Nel 1991, il figlio Conor, avuto da Lory Del Santo, muore a soli 4 anni, cadendo dal 53° piano di un grattacielo di New York. La sua tragica morte lo porterà a scrivere uno dei sui pezzi più celebri, “Tears in Heaven”. Storica è anche la sua partecipazione al programma MTV Unplugged, nel 1992 e il conseguente album, che vince 3 Grammy e vende circa 26 milioni di copie in tutto il mondo. Clapton ha pubblicato circa 23 album e l’ultimo, “I Still Do”, è uscito nel 2016, anno in cui l’artista ha rivelato anche di avere una neuropatia periferica, malattia degenerativa che gradualmente lo sta limitando nei movimenti. Ciò non gli ha impedito, comunque, di effettuare dei concerti negli USA e a Londra, nel corso del 2017.

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