2 Marzo 2010
15:46

Federico Fellini Danza

Alla domanda di un giornalista, Orson Wells recita così le battute scritte da Pier Paolo Pasolini: “Fellini danza”.
A cura di Fanpage Admin
Federico Fellini Danza

E’ la danza di un maestro quella che viviamo attraverso i film di Federico Fellini, la danza libera della creatività senza freni, anarchica, poetica, smisuratamente raffinata, amava definirsi "un artigiano che non ha niente da dire, ma sa come dirlo", amava le donne, amava la satira, i suoi film ne sono pieni, amava Giulietta Masina, moglie e compagna di tutta una vita, Federico amava ed è questa la spinta della danza felliniana.

I suoi film sono conosciuti in tutto il mondo, Fellini è il regista più citato del pianeta, tanto nostalgico quanto moderno, cerca le sue radici nell'antica Roma (Fellini Satyricon, Roma) mentre costruisce navi spaziali per altri pianeti (8 ½), è totalmente incantato dalla semplice complessità femminile (Giulietta degli spiriti, il Casanova di Federico Fellini, La città delle donne), e anche quando sembra appoggiarsi alla realtà (Block-notes di un regista, I clown, Prova d'orchestra) rivela una enorme capacità di reinvenzione e danza, danza, danza (La dolce vita, Amarcord, Ginger e Fred) delineando così un ritratto costante del suo mondo fantastico.

E una danza senza musica non è una danza, le colonne sonore di Fellini, grazie a Nino Rota che collaborerà con lui per tutta la vita sin dai primi film (Lo sceicco bianco, le notti di Cabiria), sono straordinarie partiture che hanno la capacità di esaltare atmosfere, movimenti di macchina, scenografie e attori, mettendo così un sigillo definitivo su quel mondo indefinito e magico che misura soltanto 35 millimetri.

L'esistenza di Fellini va attribuita al periodo d'oro del nostro cinema, il ventennio che va dagli anni cinquanta agli anni settanta e pur non essendo lui un neorealista vive grazie ai pilastri costruiti da altrettanti grandi maestri di questo periodo, un cinema di riferimento per i russi come per gli americani (che provano a imporre la propria cultura), e Fellini ne è la perla che ha brillato di più, e tal proposito mi piace immaginare che egli sia arrivato da lì, dal mare visto da una spiaggia, un’onda arriva sulla riva e porta con se la ricchezza di questo mare, ecco quel ventennio è stato per il nostro cinema quella ricchezza portata dal mare: Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Giuseppe De Santis, Pietro Germi, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Elio Petri, poeti dell’immagine e delle storie restituite a noi in modo unico.

E intanto l’onda si è ritirata, e sulla nostra spiaggia fatta di sabbia asciutta, quei pochi autori contemporanei a stento costruiscono piccoli castelli incapaci di ricondurci al sogno, ma si sa che l’onda così come va, così dovrà ritornare.

Sailor

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