Carlo Verdone condivide un video sul suo profilo Facebook dopo aver appreso dell'ennesimo pellegrinaggio che si terrà a Roma, in via Giovanni Conti, a Vigne Nuove, nel punto dell'iconico Palo della Morte del film Un sacco bello. Un evento scandisce l'appuntamento per chi vorrà andare lì a scattare un selfie per omaggiare uno dei grandi capolavori della comicità verdoniana. "Grazie, quel film fu un omaggio a una Roma estiva, solitaria, quando ancora aveva dei scorci di poesia nelle sue periferie" ha dichiarato il noto attore e regista capitolino, che si è mostrato divertito ed emozionato dall'iniziativa presa dai suoi accaniti fan.

"T'avevo chiamato pe' sape' come t'eri messo per ferragosto…", recitava Enzo (no Renzo) nel film Un Sacco Bello. Era il 1980 e Carlo Verdone era all'apice delle sue sperimentazioni cinematografiche, tant'è che per questo ruolo vinse un David Speciale ai David di Donatello 1980, un Globo d'oro al miglior attore rivelazione e un Nastro d'argento al migliore attore esordiente ai Nastri d'argento. Il pretesto per l'appuntamento con Sergio nel punto denominato appunto Il palo della morte, è un viaggio verso l'agognata Cracovia, meta ideale per il Ferragosto e soprattutto per il turismo sessuale, per il quale Enzo specifica, in una delle scene più esilaranti, di aver già fatto ‘passaporto, visto, comprato calze di seta e pure le penne biro'. E nel caso queste ultime fossero state dimenticate, nessun problema, almeno fino a Bolzano.

Fan, e non, di Un sacco bello, che anche quest'anno si metteranno in fila per scattare un selfie sotto il Palo della morte, che nella realtà del tempo era un traliccio dell'alta tensione e che oggi non esiste più. Carlo Verdone ne è consapevole ed è ancora più colpito da questa volontà estrema di omaggiare un pezzo di cinema che è appartenuto soprattutto all'immaginario romano delle periferie:

A tutti coloro che domani andranno in via Conti, dove c'era il famoso Palo della Morte di Un sacco bello, il mio più sincero ringraziamento. Siete dei grandi. Andare lì, dalle 10.00 a 12.00, co sto caldo, dove il ‘buro' non passerà…però magari in un attimo di psicosi collettiva, potrete pure vedere uno co' i capelli a banana che passa… Ad ogni modo voi state facendo un momento di alto teatro, qua siamo come Samuel Beckett in Aspettando Godot, visto che anche voi aspetterete il bullo che non arriverà mai. Nonostante sia un avvenimento immaginario, abbraccio con affetto chi andrà lì. Grazie, quel film fu un omaggio a una Roma estiva, solitaria, quando ancora aveva dei scorci di poesia nelle sue periferie. Vi voglio bene. Carlo Verdone