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17 Gennaio 2014
22:54

I 110 anni di Cary Grant, l’icona di Hollywood che se ne andò in silenzio

Una delle più grandi icone del cinema di tutti i tempi oggi avrebbe compiuto 110 anni. Simbolo di eleganza, talento e fascino, nonostante il suo enorme successo, non volle funerali pubblici e optò per essere cremato nel massimo riserbo.
A cura di Ciro Brandi
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Eleganza, talento, ironia e prestanza fisica. Sono queste le caratteristiche principali di Archibald Alexander Leach, in arte Cary Grant. Il leggendario attore ha preso parte a più di 100 film nella sua lunga carriera, passando con estrema disinvoltura dalle commedie al thriller, ed è stato definito – da sempre –come la star più affascinante e carismatica del mondo dorato di Hollywood. Alfred Hitchcock lo amava alla follia e Ian Fleming dichiarò addirittura che si era ispirato in parte a lui per creare il personaggio di James Bond/007.

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Grant nasce in Inghilterra, il 18 gennaio 1904. A soli 15 anni interrompe gli studi e, mentre la madre era malata e ricoverata in un istituto psichiatrico, il giovane Grant riesce a falsificare la firma di suo padre per partire con la compagnia di saltimbanchi di Bob Pender, con la quale girò per un anno in svariate province inglesi, in qualità di attore di music hall. Nel 1920 partì con la compagnia per gli USA e negli anni successivi fece qualsiasi tipo di mestiere pur di restarvi. Solo nel 1932 riuscì a strappare un contratto alla Paramount, in qualità di caratterista, e fu proprio la famosa casa di produzione ad imporgli di chiamarsi Cary Grant. Il debutto avviene nel film “This is the Night” di Frank Tuttle e in seguito ebbe il ruolo del seduttore in pellicole come “Venere bionda”, con Marlene Dietrich e “Non sono un angelo” con la bellissima Mae West. Fu il regista George Cukor ad accorgersi che il bel Grant poteva essere anche un ottimo attore brillante e lo scritturò per le commedie “Il diavolo è femmina”, al fianco di Katharine Hepburn e “Scandalo a Filadelfia”. Dello stesso genere sono “Arsenico e vecchi merletti”(1944), di Frank Capra e “Ero uno sposo di guerra”, di Howard Hawks.

Alfred Hitchcock lo volle nei thriller “Il sospetto”(1941), “Notorious, l’amante perduta”(1946) e “Caccia al ladro”(1955), lavorando ancora con donne bellissime come Joan Fontaine, Ingrid Bergman  e Grace Kelly, sua grande amica. Nel 1958 girò anche un film con la nostra Sofia Loren, intitolato “Un marito per Cinzia”, di Melville Shavelson e due anni dopo creò la sua casa di produzione, la Grantley Productions. Nel 1966 decide di ritirarsi dalle scene dopo il film “Cammina, non correre”, di Charles Walters e diventa consulente creativo, poi membro del consiglio di amministrazione di Fabergé, la nota casa di cosmetici.

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Cary Grant nel 1982

Cary Grant – durante la sua carriera – ha ricevuto solo due nomination agli Oscar: una nel 1942 per il film “Ho sognato un angelo”, di George Stevens, e l’altra nel 1945 per “Il ribelle”, diretto da Clifford Odets. Nel 1970, comunque, l’Academy gli assegnò il premio Oscar alla carriera, ricevuto dalle mani del grande Frank Sinatra. L’attore ha avuto ben cinque mogli e durante gli ultimi anni della sua vita ha intrapreso un tour nei teatri degli USA con lo spettacolo “Una conversazione con Cary Grant”, nel quale rispondeva alle domande del pubblico. Grant era noto nell’ambiente per la sua estrema avarizia, la testardaggine e per la sua opposizione al fatto che gli attori si lanciassero in politica o che si schierassero a favore dei partiti.

La morte "silenziosa" – Proprio per il suo orgoglio e la sua testardaggine, il 29 novembre 1986, all’età di 82 anni, mentre era a Davenport in tour, fu colto da un malore ma non volle andare in ospedale. Poco dopo però vi fu portato d’urgenza e morì a causa di un’emorragia interna. Due delle sue volontà furono subito rispettate: nessun funerale pubblico o onorificenza e la cremazione del corpo. Ad oggi, il suo mito è indissolubile e intatto, i suoi film sono trasmessi in continuazione ed è fonte d’ispirazione per tantissimi attori contemporanei. Un’icona che non sarà dimenticata neanche tra altri 100 anni.

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