E’ una delle più grandi mattatrici del nostro spettacolo, un’artista a 360 gradi che ha fatto praticamente di tutto. Paola Cortellesi, il 24 novembre, compie appena 45 anni, ma ha già una carriera davvero invidiabile.  Ci ha fatto ridere a crepapelle con le sue imitazioni in trasmissioni tv come “Macao”, “La posta del cuore”, “Mai dire Gol”, “Zelig” e ha affiancato Simona Ventura al Festival di Sanremo nel 2004. Ha conquistato tutti anche a teatri ed è approdata inevitabilmente al cinema, nel 2000, con la commedia “Chiedimi se sono felice”, con Aldo, Giovanni e Giacomo. Da allora, ne ha girate ben 26, non tralasciando mai i suoi impegni in tv, regalandoci commedie esilaranti ma anche ruoli drammatici in cui è risultata sempre credibile e toccante. In attesa di vederla in “La Befana vien di notte”, la nuova pellicola di Michele Soavi in uscita dal prossimo 27 dicembre, ecco 7 dei suoi film più belli che vale la pena (ri)vedere.

“Tu la conosci Claudia?”(2004), di Massimo Venier

Nella commedia di Massimo Venier, Paola Cortellesi è Claudia, una donna che farà perdere la testa al tassista Aldo, impensierire il marito Giovanni e ricredere sull’amore il separato Giacomo, in un turbinio di incomprensioni, imprevisti, presunti tradimenti e clamorosi equivoci. Per il ruolo, l’attrice ha avuto una nomination ai Golden Graal del 2005 mentre la pellicola è riuscita ad incassare quasi 17 milioni di euro.

“Maschi contro femmine”(2010), di Fausto Brizzi

Nella commedia corale di Brizzi, blockbuster del 2010, la Cortellesi ha il ruolo di Chiara, infermiera ambientalista che, dopo aver rifiutato le avances del latin lover Diego (Alessandro Preziosi), lo getterà in una situazione d’impotenza sessuale che, a detta del suo psicologo, potrà passargli solo dopo essere andato a letto con la donna. Ne succederanno di tutti i colori prima che ciò avvenga. La coppia è una di quelle che funziona meglio e le battute tra i due fanno veramente ridere. L’attrice, tra l’altro, per la sua performance ha ricevuto una nomination ai Nastri d’Argento come Migliore attrice protagonista. SI tratta comunque di un bel film in generale, dove lo zampino di Brizzi ha saputo amalgamare bene tanti ingredienti e attori italiani molto diversi tra loro rendendo il tutto molto scorrevole e gradevole.

“Nessuno mi può giudicare”(2011), di Massimiliano Bruno

Alice (Cortellesi) è una donna di 35 anni, che ha un figlio di 9 e una bella villa al Circeo. E’ servita e riverita da tre domestici, ma un giorno, suo marito, imprenditore nel ramo dei sanitari, muore tragicamente in un incidente la donna si ritrova senza un soldo.  Alice allora decide di intraprendere, suo malgrado, la carriera di escort per pagare tutti i debiti. Naturalmente, gli imprevisti sono dietro l’angolo, così come anche un nuovo amore, Giulio (Raoul Bova), gestore di un internet point che non deve assolutamente scoprire il lavoro segreto della donna. Divertente, veloce e anche con un messaggio morale niente male, la commedia di Bruno, scritta in maniera semplice ma pungente, mette in risalto tutta la bravura della Cortellesi, regalandole un meritato David di Donatello come Miglior attrice protagonista. Bravi anche Anna Foglietta, Rocco Papaleo e Raoul Bova, suoi comprimari ben caratterizzati.

“Sotto una buona stella”(2014), di Carlo Verdone

Verdone è Federico Picchioni, un ricco broker che, in sole 48 ore, perde il lavoro e l'ex moglie, che si è sempre occupata di crescere i due figli da quando hanno divorziato. Improvvisamente, si ritrova a dover essere presente fisicamente nella vita dei suoi ragazzi, quando invece in passato gli ha dato solo sostegno economico. Nella loro vita, però, entrerà Luisa, una nuova vicina di casa, “tagliatrice di teste” per aziende dai mille problemi. Insieme, tenteranno di risolvere i problemi pian piano e, forse, nascerà anche un bel sentimento. L’alchimia tra i due protagonisti si avverte subito e, infatti, fa da pilastro all’intero progetto che risulta molto piacevole, anche grazie alla sceneggiatura sferzante e alle molte scene d’interni che rendono il tutto più “familiare” e intimo. Belle le musiche di Umberto Scipione. La Cortellesi, per il ruolo di Luisa, ha vinto il Pegaso d’Oro al Premio Flaiano del 2014 ed è stata nominata ai David e ai Nastri come Miglior attrice protagonista.

“Scusate se esisto!”(2014), di Riccardo Milani

Nel film di Milani, l’attrice è Serena Bruno, un brillante architetto che, dopo una serie di successi professionali all'estero, decide di tornare in Italia. Purtroppo, la ricerca di un posto di lavoro si rivela difficile e, così, Serena si fa passare per un uomo. Nel frattempo incontra l’affascinante Francesco (Raoul Bova), ed è colpo di fulmine, però c’è un problema, lui è gay. Tra loro nasce un rapporto intenso ma saranno costretti a condividere segreti e inganni in un crescendo di situazioni surreali e divertentissime che piaceranno tantissimo al pubblico. Ciliegina sulla torta: anche stavolta l’attrice viene nominata ai David e ai Nastri d’argento.

“Gli ultimi saranno ultimi”(2015), di Massimiliano Bruno

Paola Cortellesi e Alessandro Gassmann mettono da parte la commedia perché Bruno, in questo caso, racconta la storia di un’operaia e di suo marito che, nonostante le ristrettezze economiche, decidono di avere un figlio. Purtroppo, la precarietà del mondo del lavoro, in cui versano milioni di italiani, travolge anche lei e la fabbrica per cui lavora. Da lì, la situazione precipiterà vorticosamente, fino ad un gesto estremo che la protagonista farà in preda alla disperazione. Attuale e molto vero, il film convince e, soprattutto, ci regala una Cortellesi in una veste inedite che porterà, nuovamente, a casa la doppia nomination ai Nastri e ai David. Notevole anche la sceneggiatura, scritta dal regista con la collaborazione di Gianni Corsi, Furio Andreotti e della stessa attrice.

“Come un gatto in tangenziale”(2017), di Riccardo Milani

Antonio Albanese e Paola Cortellesi sono, rispettivamente, nei panni di Giovanni, intellettuale che vive al centro di Roma, e Monica, ex cassiera residente nella periferia della Capitale. I due sono assolutamente agli antipodi per stile di vita e abitudini ma hanno un obiettivo comune: separare i loro figli che si sono appena fidanzati. Naturalmente, questo darà vita a situazioni imbarazzanti e surreali che fanno morire dal ridere e che hanno permesso ai due di vincere il Ciak d’Oro e il Nastro d’Argento per le loro performance mentre la pellicola ha incassato più di 9.5 milioni di euro.