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16 Maggio 2015
22:30

I 50 anni di Corrado Guzzanti, il vero camaleonte dello spettacolo italiano

6 film da attore, 1 da regista, 13 show televisivi, 5 spettacoli teatrali, 5 libri e 2 album più altre svariate opere di qualsiasi tipo. Le opere dell’istrionico Corrado Guzzanti, da oggi 50enne in formissima, sono quasi tutte caratterizzate dalla sua satira politica, intelligente, pungente e mai banale, atta a stimolare le coscienze del pubblico.
A cura di Ciro Brandi
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Corrado Guzzanti è il camaleonte per eccellenza della televisione, del cinema e del teatro italiani. Oggi compie 50 anni e ha già alle spalle un curriculum fatto di 6 film da attore, 1 da regista, 13 show televisivi, 5 spettacoli teatrali, 5 libri e 2 album più altre svariate opere di qualsiasi tipo. Quasi tutte sono caratterizzate dalla sua satira politica, intelligente, pungente e mai banale, atta a stimolare le coscienze del pubblico e portarlo ad una maggio consapevolezza. Nel corso della sua carriera si è specializzato nelle imitazioni di noti, talvolta frutto del suo genio, come il regista Rokko Smithersons, il coatto adolescente tifoso romanista Lorenzo, il santone Quelo, la procace conduttrice Vulvia, il gerarca fascista Barbagli, il poeta Brunello Robertetti ed il signor Gianni Livore, dipendente da psicofarmaci  oppure imitazioni di personaggi reali, come Emilio Fede, Antonello Venditti, Gabriele La Porta, Giovanni Minoli, Umberto Bossi, Romano Prodi, Francesco Rutelli, Giulio Tremonti, Fausto Bertinotti, Gianni Baget Bozzo, Edward Luttwak, Vittorio Sgarbi, Gianfranco Funari e Walter Veltroni.

Gli esordi

Dopo avere frequentato la facoltà di Filosofia a “La Sapienza” di Roma, Guzzanti esordì come autore scrivendo un pezzo per un provino della sorella Sabina. Il successo di questo primo approccio segnò l'inizio della carriera artistica di entrambi. Nel 1988 collaborò alla redazione dei testi dei programmi televisivi “L'araba fenice” di Antonio Ricci, “Non-stop III” e “La TV delle ragazze”. L'esordio in qualità di attore teatrale avvenne l'anno successivo, quando ottenne una parte nello spettacolo “Il fidanzato di bronzo”, prodotto dalla sorella e da David Riondino. Entrato nel gruppo comico di Valentina Amurri, Linda Brunetta e Serena Dandini nel 1989, debuttò in televisione all'interno della trasmissione “Scusate l'interruzione”, dove portò in scena il suo primo personaggio, il regista di film horror Rokko Smithersons. La fama arriva nel 1992 grazie allo show televisivo “Avanzi”, e da allora Guzzanti ha partecipato a quasi tutte le trasmissioni satiriche di Serena Dandini, con la quale negli ultimi 15 anni ha realizzato e prodotto programmi come “Tunnel”, “Maddecheao'”, “Pippo Chennedy Show” e “L'ottavo nano”.

 

Le prime trasmissioni degli anni ‘90

Nel biennio 1992-1993 Guzzanti abbandonò alcune delle sue classiche gag per dedicarsi alle parodie di personalità della politica italiana – uscita malconcia dal caso Tangentopoli e dall'inchiesta Mani Pulite – come Ugo Intini, ex portavoce del PSI, (partito pesantemente coinvolto nei vari scandali) e successivamente tornato all'attività pubblica nelle file dell'Ulivo. In quegli anni, insieme ad altri comici del gruppo (Masciarelli, Loche e Fassari) diede vita ad un progetto musicale, intitolato Rokko e i suoi fratelli, che portò alla realizzazione dell'album “Sopravvoliamo”. All'inizio del 1994, Guzzanti apparve di nuovo sul grande schermo recitando una piccola parte all'interno del settimo dei dieci episodi di “DeGenerazione”, pellicola sperimentale del cinema thriller ed horror. Nello stesso anno fece parte del cast di “Tunnel”, programma televisivo ideato come sempre dal trio di autrici della TV delle Ragazze/Avanzi Valentina Amurri, Linda Brunetta e Dandini. Nel frattempo, preparò uno spettacolo teatrale con Marzocca, intitolato “Millenovecentonovantadieci”, nel quale, oltre a presentare il suo abituale repertorio, svolse un'indagine sulle manie ed i vizi dell'Italia che si preparava ad entrare nel terzo millennio. Lo spettacolo fu preparato nel 1995 e portato in scena nei teatri di tutta Italia l'anno successivo fino all'inizio del 1997.

 

“Mai dire gol” e “Fascisti su Marte”

Nella stagione 1995-1996, fece il suo esordio in Mediaset nella trasmissione della Gialappa's band “Mai dire gol”, dove propose l'imitazione di Paolo Liguori, all'epoca direttore di Studio Aperto, che non apprezzò per nulla. A partire dal 2003, le sue apparizioni in televisione sono diminuite drasticamente; tra la fine di quell'anno ed il 2006 realizzò e presentò al pubblico il film “Fascisti su Marte”, pellicola cinematografica contenente alcuni episodi dell'omonima saga trasmessi tra il 2002 e l'anno successivo all'interno de "Il caso Scafroglia". In quell'edizione, Guzzanti portò in scena anche il suo cavallo di battaglia Lorenzo ed Emilio Fede, con l'imitazione del quale il comico interveniva in trasmissione mediante collegamenti con lo studio del finto Tg4; al suo fianco l'immancabile Michelino (Marco Marzocca), un tenero bambino di otto anni figlio di Vittorio Cecchi Gori, rapito dallo stesso Fede per costringere l'imprenditore a cedere a Mediaset i diritti di trasmissione in esclusiva delle immagini delle partite di calcio.

 

“Pippo Chennedy Show” e “Millenovecentonovantedieci”

Nel 1997 il gruppo di Avanzi e Tunnel, senza i Broncoviz e Pierfrancesco Loche e Masciarelli, si arricchì di altri attori, tra i quali Ale e Franz, Neri Marcorè e Francesco Paolantoni e dopo tre anni di assenza tornò in televisione con una nuova trasmissione, il “Pippo Chennedy Show”. Trasmesso in prima serata su Rai 2, il programma si reggeva prevalentemente sulle gag dei fratelli Guzzanti. Il comico lanciò nuovi ed inediti personaggi, come il presentatore Pippo Chennedy, Gianfranco Funari, Romano Prodi, Walter Veltroni, Fausto Bertinotti ed il santone Quelo, profeta della nuova era informatica che si serviva di una connessione internet ante litteram per diffondere la parola di un semplice parallelepipedo di legno, simulacro di una divinità, proposto come l'unico mezzo per combattere e sconfiggere il dolore e la violenza imperanti nel mondo moderno. Il tormentone durò per moltissimo tempo. Nel 1998, fu distribuito in alcune sale cinematografiche un film oggi semi-sconosciuto, “Millenovecentonovantadieci”, la versione televisiva dell'omonimo spettacolo teatrale di un paio di anni prima. La pellicola, narrava la storia di un giovane (Corrado Guzzanti) scappato dal futuro che, per ottenere asilo politico, era costretto a raccontare ad un poliziotto (Marco Marzocca) il degrado culturale che avrebbe vissuto l'Italia nei decenni venturi, cambiando di continuo la propria personalità ed assumendo progressivamente quelle dei personaggi che avrebbero monopolizzato il mondo che sarebbe stato. Nel 1999, conobbe Alex Britti e gli fece da spalla nel corso della tournée musicale estiva, irrompendo sul palco ed interpretando alcuni "classici" del suo repertorio satirico quali Quelo e Lorenzo.

“L’ottavo nano” e “Il caso Scafroglia”

Guzzanti tornò in televisione con Neri Marcorè e la sorella Sabina, partecipando a “L'ottavo nano”, trasmissione satirica condotta dalla Dandini. Nel programma il comico offrì ai telespettatori delle nuove macchiette: l'imitazione del giornalista Gabriele La Porta e del leader politico della Margherita Francesco Rutelli, il Dottor Armá, (liberamente ispirato alla figura del televenditore di opere d'arte Francesco Boni) assieme al già collaudato personaggio di Quelo. Oltre a questi si ricorda anche Vulvia, bionda e maggiorata presentatrice dell'immaginario canale di approfondimento culturale Rieducational Channel. Nel 2002 Guzzanti realizzò il suo primo progetto televisivo personale, “Il caso Scafroglia”, programma pseudo-giornalistico basato sulle indagini riguardo alla presunta scomparsa del signor Mario Scafroglia. Il conduttore, impersonato dallo stesso Guzzanti, questa volta senza l'ausilio di trucco o travestimenti, partendo dal caso, si dilungava in digressioni andando ad analizzare la situazione politica italiana, in quel momento caratterizzata dalla presenza di Silvio Berlusconi alla presidenza del consiglio. Le varie riflessioni, sempre critiche, sull'attività politica del governo erano intervallate dagli sketch del comico, che propose nel programma caricature come il Mafioso, ritratto nella sua arroganza e nei suoi poteri per nulla affievoliti dal carcere, la figura del Massone, l'imitazione dell'allora Ministro delle Finanze Giulio Tremonti ed il gerarca fascista Barbagli, leader di un manipolo di uomini partiti alla conquista del Pianeta rosso nella striscia satirica “Fascisti su Marte”, trasmessa all'interno di ogni puntata. All'interno dello show, Guzzanti, attraverso l'uso della satira, criticò aspramente il governo Berlusconi, colpevole a suo dire dello sfascio economico, politico e soprattutto culturale del Paese, destinato a subire una dittatura dolce.

 

“Boris” e gli ultimi anni tra cinema, teatro e tv

Nel 2006 esce la versione estesa di “Fascisti su Marte”, film di Guzzanti presentato in gara alla Festa del cinema di Roma del 2006, che racconta l'invasione, da parte di un piccolo reparto di camicie nere, del pianeta rosso, abitato dai Mimimmi, pietre rotonde alle quali Barbagli ed i suoi uomini cercano inutilmente di imporre la propria autorità.[48] Guzzanti, regista e voce narrante del film aveva sfruttato le peripezie dei protagonisti per un'analisi finale delle reali differenze tra il regime di allora e la situazione politica corrente. Sempre nel 2006 diede alle stampe due volumi, “Il caso Scafroglia” e “Fascisti su Marte”. All'inizio del 2008, Corrado ha Guzzanti partecipato come guest star alla fiction "Boris", (serie televisiva prodotta da Sky-Fox), dove ha recitato nel ruolo di Mariano Giusti, un attore in crisi che nella sit-com interpreta il ruolo del Conte malvagio nella metafiction “Gli Occhi del Cuore 2”. Oltre al personaggio di Giusti, il comico romano ha interpretato anche la parte di Padre Gabrielli, un prete dall'accento napoletano, affiliato alla Camorra. Nel 2009 ha portato in giro per l’Italia centro-settentrionale lo spettacolo teatrale “Recital”. L'unica sostanziale novità introdotta da Guzzanti è stata l'imitazione di Antonio Di Pietro. Ad accompagnarlo nel tour, l'amico e collega Marco Marzocca. Nel 2011, Guzzanti è  tornato in televisione con “Aniene”, show in una sola puntata, e poi nel 2012 con “Aniene 2”. Nel 2014 l’abbiamo visto anche nella commedia “Ogni maledetto Natale”, diretta da Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre, nei panni di Sauro/Benji.

 
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