Ha girato più di 30 film, esordendo nel 1987 con “Il grande Blek”, di Giuseppe Piccioni fino “La nostra quarantena”(2015), di Peter Marcias. Francesca Neri compie 55 anni il 10 febbraio ed è una delle pochissime attrici italiane più ammirate all’estero, oggi compie 50 anni. Sguardo magnetico, fascino misterioso e un talento esploso sin da giovanissima, nella sua filmografia ci sono pellicole come “Le età di Lulù”, “Pensavo fosse amore…e invece era un calesse” e per festeggiare alla grande il suo compleanno, ecco allora 5 suoi film che non potete non aver visto.

“Le età di Lulù”(1990), di Bigas Luna

Il talento e la bellezza di Francesca Neri s’impongono al grande pubblico nel 1990, grazie al controverso “Le età di Lulù”, del re dell’erotismo Bigas Luna. Nel film l’attrice è Lulù, una ragazzina che s’innamora e viene iniziata al sesso da Pablo (Oscar Ladoire), il miglior amico di suo fratello. Dopo il matrimonio e la nascita di una bambina, i due diventano ancora più disinibiti, anche se il destino li farà separare per poi riunirsi a seguito di un evento tragico. La pellicola è tratta dall’omonimo romanzo di Almudena Grandes che ha scritto anche la sceneggiatura con lo stesso Luna. Col ruolo di Lulù, la Neri riuscì a farsi conoscere anche all’estero e da allora non si è più fermata.

“Pensavo fosse amore… invece era un calesse”(1991), di Massimo Troisi

Cecilia (Francesca Neri) e Tommaso (Massimo Troisi) sono due innamorati napoletani che stanno per sposarsi, ma lei si tira indietro per gelosia. Dopo poco tempo, Tommaso viene a sapere che lei sta con un altro. Dopo una serie di eventi rocamboleschi, i due tornano assieme ma sull’altare sarà proprio Tommaso a tirarsi indietro e, invece di convolare a nozze, inviterà Cecilia in un bar per parlarle. Il sesto film da regista (e interprete) di Troisi è una straordinaria, ironica e sincera riflessione sull’amore a 360 gradi, con i meravigliosi monologhi “troisiani”, un umorismo più maturo rispetto ai film precedenti e una Neri in grande forma. Da rivedere altre mille volte per apprezzarne le più piccole sfumature.

“Carne tremula”(1997), di Pedro Almodovar

Il film di Almodovar, tratto dal romanzo “Carne viva” di Ruth Rendell, ha come protagonista Victor Plaza (Liberto Rabal) è un uomo nato negli anni ‘70 su un autobus che stava portando sua madre, una prostituta, all'ospedale. Nel 1990, l’uomo conosce Helena (Francesca Neri), in un locale notturno, e con lei che ha il suo primo rapporto sessuale. In seguito, tutto quello che gli resta è un tovagliolo con il suo numero di telefono e l’indirizzo della ragazza. Quando Victor va a casa sua, però, Helena sta aspettando uno spacciatore che tarda ad arrivare. L’arrivo di Victor fa precipitare la situazione, facendo arrivare addirittura la polizia. “Carne tremula” è uno dei film più belli della filmografia di Almodovar che mescola con estrema sapienza (e astuzia), il dramma, il thriller e l’erotico, senza però mai essere volgare. Ottime la sceneggiatura scritta dal regista con Jorge Guerricaechevarría e Ray Loriga, la fotografia di Alfonso Beato e le musiche di Alberto Iglesias? Che dire del cast? Con Rabal e la Neri ci sono Javier Bardem, Penelope Cruz e Angela Molina. Da recuperare subito qualora non l’aveste mai visto.

“Il papà di Giovanna”(2008), di Pupi Avati

Avati ci riporta nella Bologna, degli anni '30. Qui, Michele Casali (Silvio Orlando), un professore di disegno al liceo, conduce una vita modesta con la moglie Delia (Francesca Neri) e la figlia Giovanna (Alba Rohrwacher), con la quale ha un legame simbiotico. A scuola, Michele vede che la ragazza è attratta dal suo allievo Andrea. Durante la festa della sua amica Marcella (Valeria Bilello), Giovanna inizia a mostrare segni di gelosia quando la festeggiata inizia a ballare col “suo” Andrea e inizia ad ubriacarsi. Qualche giorno dopo, Marcella viene trovata morta e i sospetti del commissario Sergio Ghia (Ezio Greggio) ricadono su Andrea, anche se Giovanna sembra non essere estranea ai fatti. Da quel momento, per Michele e la figlia inizierà un vero e proprio incubo.  Uno dei film più toccanti del regista bolognese che, anche stavolta, si affida alla bravura immensa degli attori principali per raccontare una storia toccante, intensa e decisamente dura ma con un finale meraviglioso. La Rohrwacher vinse il David e il Globo d’oro come Migliore attrice protagonista; Ezio Greggio il Nastro d’Argento come Miglior attore non protagonista e il Globo d’oro Speciale; Francesca Neri il Nastro d’Argento come Migliore attrice non protagonista mentre a Silvio Orlando andò la Coppa Volpi e il Premio Pasinetti a Venezia.

“Una famiglia perfetta”(2012), di Paolo Genovese

Il film di Genovese, remake dello spagnolo “Familia”, vede Sergio Castellitto nei panni di Leone, un uomo ricco e potente ma completamente solo. Per la notte di Natale, quindi, decide di assoldare una compagnia di comici e di fargli interpretare i ruoli dei parenti che non hai mai avuto. Tra realtà e finzione, gli attori saranno costretti a recitare le parti di membri di una fantomatica famiglia perfetta, fino all’arrivo della misteriosa Alicia (Francesca Neri). Cinico ma vero, forte e psicologicamente intenso così come dev’essere una bella commedia nera con dei grandiosi attori come Marco Giallini e Claudia Gerini mentre Francesca Neri, per il suo ruolo, portò a casa il Premio Cusumano ai Nastri d’argento.