Negli anni ’80 è diventata un sex symbol internazionale grazie al film “9 settimane e ½” e, da quel momento, tra alti e bassi, non si è più fermata. Kim Basinger, l’8 dicembre, compie 65 anni e, finora, ha girato 40 pellicole, portando a casa l’Oscar come Miglior attrice non protagonista per “L.A. Confidential”(1997). Nel 2017, l’abbiamo vista in “Cinquanta sfumature di nero” che ha segnato una sorta di rinascita cinematografica.

La moda, le serie tv e i primi film

La Basinger è nata ad Athens, in Georgia, da un musicista jazz e una modella. Dopo aver vinto vari concorsi di bellezza nella sua città, vola a New York dove viene assoldata dall’agenzia Ford. Inizia così a lavorare nel mondo della moda ma anche in televisione prendendo parte ad alcuni episodi delle serie “Charlie’s Angels”(1976), “Dog and Cat”(1977), “L’uomo da sei milioni di dollari”(1977) e nel film tv “Il fantasma del volo 401”(1978). Nel 1980, entra nel cast della serie “Da qui all’eternità”, con Natalie Wood. L’esordio al cinema arriva col film “Paese selvaggio”(1981), di David Greene, a cui seguiranno “I predatori della vena d’oro”(1982), diretto da Charlton Heston e “Mai dire mai”(1983), di Irvin Kershner.

Il successo di “9 settimane e ½”

L’attrice, dopo aver posato per Playboy nel 1983, continuerà a lavorare con grandi registi in pellicole come “I miei problemi con le donne”(1983), di Blake Edwards, suo grande estimatore; “Il migliore”(1984), di Barry Levinson (che le regalerà una nomination ai Golden Globe) e “Follia d’amore”(1985), di Robert Altman. Ma il vero successo la travolge grazie a “9 settimane e ½”(1986), di Adrian Lyne, dove interpreta il ruolo della sexy impiegata di una galleria d’arte, Elizabeth McGraw che farà perdere la testa a Mickey Rourke. In un istante, diventa il sogno erotico di tutti gli uomini del mondo, anche se nel 1997 rifiuterà di girare il sequel. In seguito, la vedremo in “Nessuna pietà”(1986), di Richard Pierce; “Appuntamento al buio”(1987), del suo amico Blake Edwards e “Ho sposato un’aliena”(1988), per la regia di Richard Benjamin.

Da “Batman” all’Oscar per “L.A. Confidential”

Nel 1989, Tim Burton le affida il ruolo di Vicki Vale nel suo “Batman”, con Michael Keaton e Jack Nicholson mentre nel 1991, sul set di “Bella, bionda… e dice sempre si”, conoscerà il marito Alec Baldwin. Dopo un po’ di pellicole non riuscite – “Fuga dal mondo dei sogni”(1992), di Ralph Bakshi; “Una bionda tutta d’oro”(1993), di Russell Mulcahy e “Getaway”(1994), di Roger Donaldson – l’attrice è costretta a dichiarare anche bancarotta per alcuni disastri finanziari e ruoli rifiutati (vedi “Basic Instinct” e “Boxing Helena”). La fortuna, però, tornerà a bussare alla sua porta quando Curtis Hanson le affiderà il ruolo della prostituta Lynn Bracken nel bellissimo “L.A. Confidential”, che le regalerà l’Oscar come Miglior attrice non protagonista.

Le pellicole degli anni Duemila e “Cinquanta sfumature di nero”

Gli anni Duemila si aprono con “Sognando l’Africa”, di Hugh Hudson e proseguono con “La mossa del diavolo”(2000), di Chuck Russell; “8 Mile”(2002), con Eminem; “Se ti investo mi sposi?”(2004), di Joel Zwick; “Cellular”(2004), diretto da David R. Ellis e “The Burning Plain”(2008), di Guillermo Arriaga. Paul Haggis la inserirà nel ricchissimo cast del dramma “Third Person”(2013), con protagonista Liam Neeson e nello stesso anno sarà anche ne “Il grande match”, di Peter Segal, accanto a Robert De Niro e Sylvester Stallone. Nel 2016 è con Ryan Gosling e Russell Crowe nel godibile “The Nice Guys”, di Shane Black mentre James Foley le affiderà il ruolo della misteriosa Elena Lincoln/Mrs. Robinson nel blockbuster “Cinquanta sfumature di nero”, che la ha regalato una boccata d’aria cinematografica in attesa di altri successi.