Si chiama Giorgio Cantarini il giovane attore che, quando aveva appena 5 anni, fu scelto da Roberto Benigni perché interpretasse il ruolo di Giosuè Orefice, figlio del protagonista de La vita è bella, pellicola premiata con tre Oscar e che a lui, unico italiano nella storia, permise di portare a casa lo Young Artist Award. Tre anni dopo, Giorgio aveva 8 anni, fu scelto per interpretare il ruolo del figlio di Russell Crowe nella pellicola Il gladiatore. Oggi Cantarini ha 27 anni e racconta al Corriere della Sera di essere pronto a trasferirsi a New York. Tramontato il sogno di fare il calciatore, ha scelto di dedicarsi al cinema anche su consiglio di Benigni:

Fino ai diciotto, volevo diventare calciatore, il cinema era qualcosa che mi era piaciuto, però poteva anche finire lì. Poi, dopo il liceo, su consiglio di Benigni, col quale sono sempre rimasto in contatto e che ancora mi invita alle prime o a prendere un gelato, ho tentato il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Mi hanno preso e mi sono diplomato nel 2014.

La carriera del bambino di Roberto Benigni

Girati i film La vita è bella e Il gladiatore, Giorgio ha preferito dedicarsi al cinema di nicchia senza mai abbandonare i suoi studi sul campo: “I casting director mi conoscevano, ma avevano sempre l’idea di me piccolo. E io cerco di evitare il mainstream e di fare provini solo per lavori di qualità. Ho avuto un piccolo ruolo in ‘Lamborghini The Legend’ di Bobby Moresco, con Antonio Banderas e Alec Baldwin, che è in post produzione, ed è stato bello tornare su un grande set in costume. Col mio amico Miguel Angel Gobbo Diaz, ho portato in teatro ‘Il Calapranzi’ di Harold Pinter. Poi, ho girato da protagonista la web-serie Rai, ‘Aus – Adotta uno studente’, e ad aprile, a Berlino, la puntata pilota di una serie, ‘Flatmates’, che mi somiglia molto”. La decisione di trasferirsi in America l’avrebbe maturata solo qualche anno fa:

Due anni fa ho studiato un mese alla New York Film Academy e mi sono trovato benissimo. Ho già dei contatti, anche con un produttore e un regista americani coi quali, sempre a Berlino, ho interpretato un corto ispirato alla Divina Commedia. Il mio sogno è lavorare in Italia, in tutti i continenti e i Paesi. Per esempio, sento che la Francia, per me, non è una pagina chiusa: ho passato il 2015 a Parigi, ho imparato la lingua, mi sono fatto conoscere.

È legato all’attrice Marial Bajma-Riva

Cantarini coltiva il sogno del cinema insieme alla sua compagna, l’attrice italiana Marial Bajma-Riva. Con lei ha scoperto il cinema a Parigi: “Avevo accompagnato la mia fidanzata che studiava al Conservatoire National Supérieur d’Art Dramatique. Si chiama Marial Bajma-Riva, è una bravissima attrice, italiana: ha appena vinto il Premio come miglior giovane interprete delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa”. Sempre lei lo avrebbe indotto a osservare con spirito divertito il sé del passato, quando da bambino, a chi gli chiedeva se avesse una fidanzata, rispondeva ‘Troppe ne ho’:

Ero un piccolo, innocente, dongiovanni. Ora, apprezzo le relazioni importanti. Con Marial sto da cinque anni e ho sperimentato anche scrittura e regia, girando due corti, “La regina dei salotti” e un piccolo fantasy a budget zero, mentre eravamo in vacanza in Grecia. È la storia di un pescatore fuori dal tempo, che ha un colpo di fulmine per una turista, è timido, fallisce ogni tentativo di farsi notare, poi, lei sparisce, lui la cerca ovunque. E quando torna sul molo, la trova lì, che l’aveva aspettato per tutto quel tempo.