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“Il laureato”, il cult con Dustin Hoffman usciva 50 anni fa

Il cult assoluto di Mike Nichols, con un superbo Dustin Hoffman praticamente agli esordi, compie incredibilmente 50 anni. La pellicola, vero e proprio manifesto del disagio e della ribellione dei giovani dell’epoca, non ha perso neanche minimamente la forza e il fascino che aveva all’epoca e, mezzo secolo dopo, continua ad affascinarci, anche grazie ai tormentoni di Simon & Garfunkel.
A cura di Ciro Brandi
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Il laureato”, il cult dei cult di Mike Nichols usciva, incredibilmente, 50 anni fa a Los Angeles ed è, ancora oggi, forse il miglior film con Dustin Hoffman, all’epoca appena 30enne. La storia, basata sul romanzo di Charles Webb, ha come protagonista Benjamin Braddock (Hoffman), rampollo di facoltosa famiglia che torna a casa dopo aver terminato il college. Per l’occasione, gli amici danno un party in suo onore, ma lui è quasi infastidito, perché preoccupato per il futuro, e si chiude in camera. Lo raggiungerà la signora Robinson (Anne Bancroft), amica di famiglia, che gli chiede di accompagnarla a casa. Una volta lì, tenta di sedurlo, ma non ci riesce. In seguito, però, Benjamin e Mrs Robinson diventano amanti. La relazione termina quando il giovane conosce Elaine (Katharine Ross), la figlia dei Robinson. La mamma, però, non ci sta e rivela tutto alla figlia, che pianta in asso Benjamin per sposare il ragazzo che i genitori avevano già scelto per lei. A quel punto, a Benjamin non resterà altro che giocare la sua ultima carta e recarsi in chiesa durante la cerimonia.

Il manifesto del disagio e della ribellione dei giovani dell’epoca

Nichols, portando sul grande schermo l’omonimo romanzo di Charles Webb, forse non sapeva che stava per consacrarsi alla storia del cinema con uno dei più grandi manifesti dell’epoca. “Il laureato”, infatti, anticipa di poco, il malessere e la conseguente ribellione giovanile dell’epoca, che sfocerà nei moti del ’68 e nell’opposizione alla sanguinosa guerra in Vietnam. Il ritratto che ne viene fuori è decisamente sorprendente e, contando su un Hoffman praticamente ai suoi esordi e già dotato di un talento quasi alieno, porta in scena tutta l’insoddisfazione latente che, come una bomba ad orologeria, esploderà cambiando le abitudini sociali e anche sessuali.

Benjamin Braddock, antieroe borghese per antonomasia

Benjamin Braddock/Hoffman è un antieroe borghese che incarna perfettamente lo spirito umoristico e libertario del romanzo di Webb. In molti si rispecchiarono (ma ancora oggi) nel suo desiderio di essere libero dalle costrizioni borghesi perbeniste e ipocrite, nel fatto di andare contro concetti morali obsoleti e anacronistici, spingendosi un po' più in là con la storia dell’adulterio e, quindi, con l’aggiunta di quella sperimentazione della parte sessuale adultera, fino ad allora poco esplorata. Mrs Robinson/Anne Bancroft (che tra l’altro aveva solo 6 anni più di Hoffman) è straordinaria nel ruolo della donna matura che inizia Benjamin al sesso e che lo tiene ancora ben saldo nella trappola dei valori borghesi fatti di cristallo. Infatti, a rompere l’equilibrio arriva la giovane Elaine/Katharine Ross, la “colomba bianca” che lo strappa via dall’ipocrisia.

I pezzi cult di Simon & Garfunkel e l’Oscar alla regia

Spettacolare e mitica la colonna sonora di Simon & Garfunkel. Indimenticabili sono i pezzi “Mrs. Robinson”, “The Sound of Silence”, “April will come” e “Scarborough Fair”, canzoni che ad oggi mantengono inalterata la loro bellezza e che ogni volta riascoltiamo con piacere e un pizzico di nostalgia. In realtà, tutta la squadra messa su da Mike Nichols fu straordinaria e meritatamente premiata con 7 nomination agli Oscar, anche se, effettivamente, riuscì a portare a casa solo quello alla Migliore regia, oltre a 5 Golden Globe ( Miglior film commedia o musicale, Migliore regia, Miglior attrice ad Anne Bancroft, Miglior attore debuttante a Dustin Hoffman e Miglior attrice debuttante a Katharine Ross) e altrettanti BAFTA.

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