Nel 2018, Terence Hill ha lasciato per un attimo la tonaca di don Matteo per tornare sul grande schermo con "Il mio nome è Thomas", da lui diretto e interpretato nel ruolo del protagonista. Di nuovo dietro la macchina da presa dopo "Don Camillo", "Lucky Luke", "Botte di Natale" e "Doc West", l'attore – al secolo Mario Girotti – si è cimentato nella coraggiosa operazione di girare una sorta di western contemporaneo, che fosse anche un omaggio al cinema interpretato per anni con il sodale Bud Spencer, cui il film è dedicato. La pellicola vede come protagonista Thomas, un uomo di cui non conosciamo il passato, che lascia l'Italia a bordo della sua Harley Davidson per raggiungere il deserto andaluso. Un viaggio per meditare sulla sua vita trascorsa che lo porterà, lungo il tragitto, ad aiutare una ragazza di nome Lucia da due tipi loschi e a proseguire il percorso inseme a lei. Ecco cinque curiosità sul film.

1. La dedica a Bud Spencer, il film girato dove lui e Hill si conobbero

Il mio nome è Thomas” è stato girato negli stessi luoghi dove Terence Hill e Bud Spencer si incontrarono per la prima volta sul set del film “Dio perdona… io no!” di Giuseppe Colizzi: ad Almerìa (in Andalusia) e nel deserto circostante, luogo reso celebre non solo dal primo film della coppia ma in generale dai western all'italiana che utilizzarono come scenario quei paesaggi brulli e sconfinati, così simili al sud ovest degli Stati Uniti. Terence Hill era in fase di pre-produzione del film e si trovava proprio in Spagna per i sopralluoghi quando, il 27 giugno 2016, venne raggiunto dalla notizia della morte di Bud Spencer (nome d'arte di Carlo Pedersoli). "E in quel momento, in quel preciso momento", raccontò poi Hill a Hotcorn, "ho realizzato che la prima volta che avevo conosciuto Bud era stato proprio in Almería. Fu nel 1967, sul set di Dio perdona… io no! Si era chiuso il cerchio. Per questo ho voluto dedicare Il mio nome è Thomas proprio a Bud". Chissà se Hill aveva pensato anche all'eventualità di un'apparizione dell'amico nel film.

2. Il ritorno al cinema di Terence Hill dopo 20 anni

Il film rappresenta il ritorno di Terence Hill alla recitazione al cinema a oltre vent'anni dal suo ultimo film "Potenza virtuale": diretto da Antonio Margheriti e prodotto nel 1997, non fu mai distribuito nelle sale italiane. In sostanza, dunque, Hill mancava dal grande schermo dal 1994 di "Botte di Natale". In compenso, in questi due decenni è stato attivissimo in televisione, con "Don Matteo", "L'uomo che sognava con le aquile", "L'uomo che cavalcava nel buio", "Doc West" e "Un passo dal cielo".

3. È il primo film in cui Terence Hill non è doppiato

“Il mio nome è Thomas” è inoltre il primo lungometraggio cinematografico in assoluto in cui Terence Hill recita con la propria voce. In passato, sul grande schermo, è sempre stato doppiato, tra gli altri da Pino Locchi, Massimo Turci, Michele Gammino e Sergio Graziani.

4. L'omaggio allo spaghetti western

L'omaggio ai classici con Bud Spencer e Terence Hill e più in generale allo spaghetti western è evidente. Sin dalle scelte artistiche: il titolo (scelto in realtà dai produttori) si ispira a quello de "Il mio nome è Nessuno", classicone del 1973 diretto da Tonino Valerii con Hill e Henry Fonda, il tema dei titoli di testa è di Franco Micalizzi, autore dell'immortale colonna sonora di "Lo chiamavano Trinità", e il fischio è del mitico Alessandro Alessandroni (quello dei film di Sergio Leone). Il resto della colonna sonora è invece di Pino Donaggio. Purtroppo, anche Alessandroni è scomparso nel 2017, prima dell'uscita del film.

5. Il successo in Germania

Uscito in Italia dall'aprile del 2018, "Il mio nome è Thomas" ha avuto una distribuzione limitata nelle sale e ha registrato incassi decisamente bassi (poco meno di 60mila euro). Il film è stato invece piuttosto fortunato in Germania, dov'è uscito col titolo "Mein Name ist Somebody – Zwei Fäuste kehren zurück" e Terence Hill ha condotto una tournée partecipando a diverse proiezioni davanti a migliaia di spettatori.