Closing Ceremony Inside - 65th  Annual Cannes Film Festival

Trionfa ancora Matteo Garrone al Festival di Cannes, riuscendo a bissare il Grand Prix ricevuto già quattro anni fa con Gomorra. Stavolta con Reality la sfida era più ardua, non c'erano criminali e spacciatori, non c'era l'eco mediatico del successo editoriale di Roberto Saviano a fare da apripista. La commedia agrodolce sulle ossessioni per il Grande Fratello visti dagli occhi di una Napoli barocca ha stregato la giuria presieduta da Nanni Moretti. Un cast ben amalgamato tra attori di vecchia scuola e nuove leve, su tutti spicca Aniello Arena, nei panni del protagonista Luciano, che resta, con il "pisellino" Ciro Petrone, l'unico anello di congiunzione con il lavoro precedente: l'attore è infatti detenuto nel carcere di Volterra e condannato all'ergostolo per omicidio, ma è stata lui la vera star dell'allegro carrozzone, pur non essendo presente alla cerimonia. Garrone lo sa bene e glielo riconosce nei ringraziamenti di rito, al momento della premiazione:

Ringrazio tutti, dal primo all'ultimo, questo è stato un successo di squadra. E un grazie anche ad Aniello, è stato formidabile.

Amour di Michael Haneke ha vinto la Palma d'Oro, tra la standing ovation dei presenti. Fenomenali i protagonisti, Jean Luis Trintignant ed Emmanuelle Riva in questo film che, come era previsto, è arrivato alla vittoria finale. Il film racconta di un dramma familiare, quello di George e Anne, una coppia di ex insegnanti che dovrà fare i conti con l'inesorabilità del tempo ed una grave malattia che colpisce proprio Anne. Da quel momento in poi l'amore che i due provano l'uno per l'altro, sarà messo a dura prova da una tragica reazione a catena.