Si tratta di uno degli attori più quotati di Hollywood, un modello appartenente alla categoria degli interpreti che prima di giungere su grandi e piccoli schermi hanno intrapreso, senza mai abbandonarla nemmeno dopo essere andati su piccoli e grandi schermi, la carriera teatrale. John Malkovich oggi compie 60 anni e resta un oggetto sconosciuto nel panorama hollywoodiano, quello della lente di ingrandimento su qualunque cosa accada, della sovraesposizione. Lui resta lì comeun'istituzione del settore, totalmente impermeabile a questo tipo di dinamica. Accade a lui e a pochi altri eletti che riescono a creare attorno a se questa dinamica (qualche mese fa ha anche salvato la vita ad un uomo per strada).

Gli inizi – La sua carriera è costellata di successi e riconoscimenti illustri, sin da quando nel '76 lascia il corso universitario trasferendosi a Chicago per creare la sua compagnia teatrale Steppenwolf Theatre Company. Una compagine con la quale ealizzerà decine di spettacoli itineranti sino al trasferimento a New Yokrk, quando affiancato a personaggi del calibro di Dustin Hoffman, arriva a Broadway per "Morte di un commesso viaggiatore", di cui è nota in particolare la versione televisiva, con la quale Malkovich si aggiudicò anche un Emmy Awards.

La carriera cinematografica – I ruoli che interpreta sul grande schermo fanno sì che possa giovare sin da subito di una considerazione alta in quell'ambiente, è una escalation che parte da "Le Stagioni del cuore, passando per Urla del Silenzio sino a Le relazioni pericolose, il momento di consacrazione più alta ed anche quello sul set del quale conosce Michelle Pfeiffer, attrice con la quale avrà una relazione importante, ma non definitiva. E' infatti sul set del film per cui lo sceglie Bertolucci, "Il tè nel deserto", che Malkovich conosce la donna che diverrà sua moglie e gli darà due figli, Nicoletta Peyran. La sua quotazione d'attore non subisce alcuna alterazione, nonostante si sia cimentato nel frattempo anche nella regia e la produzione.

E' sulla fine degli anni '90 che giunge un atipico riconoscimento, quello di un film interamente dedicato a lui, il celebre "Essere John Malkovich", una storia conturbante fatta di realtà parallele delle quali l'attore è solo parzialmente protagonista. Malkovich oggi continua a dedicarsi con impegno e dedizione al suo mestiere principale, senza abbandonare l'idea di finanziare e aiutare il nuovo cinema e il teatro che nasce.