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19 Febbraio 2017
21:23

Johnny Dorelli, il più grande showman italiano compie 80 anni

Il grande Dorelli ha calcato, praticamente, tutti i palcoscenici, imponendosi al cinema, nella musica, a teatro, in televisione e anche in radio. Solo per il grande schermo, ha girato ben 42 pellicole e, ad oggi, è decisamente il più grande showman italiano di sempre. Tanti auguri Johnny!
A cura di Ciro Brandi
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Cinema, musica, televisione, teatro, radio, Johnny Dorelli ha fatto, praticamente, tutto nella sua lunga carriera. Ha preso parte a circa 42 film, presentato trasmissioni importantissime e di grande successo e inciso cult come “L’immensità”. Il 20 febbraio compie 80 anni, ma ancora oggi, Dorelli è considerato il più grade showman italiano.

Il crooner italiano

Il suo vero nome è Giorgio Domenico Guidi e nasce a Meda, in Lombardia, anche se ha trascorso l’infanzia negli USA, perché suo padre, Aurelio Guidi, era un tenore e il suo nome d’arte era Nino D’Aurelio. A New York, Dorelli studia alla High School of Music e prende parte a vari concorsi televisivi col nome d’arte di Johnny Dorelli. Il debutto arriva a 14 anni, quando incide il 78 giri “Arrotino/Famme durmì”, poi 4 anni dopo, torna in Italia, dove Teddy Reno lo assolda con la sua CGD e lo trasforma in una sorta di crooner italiano. La sua prima canzone di successo è “Calypso melody” e, sempre nel 1956, prende parte al suo primo film “Cantando sotto le stelle”, di Marino Girolami. L’anno dopo, ottiene un grande successo in RAI con “Il Musichiere”.

Il Festival di Sanremo e i primi film

Nel 1958, è sul set di “Totò, Peppino e le fanatiche”, di Mario Mattoli e partecipa, per la prima volta, al Festival di Sanremo (parteciperà per ben 9 volte), in coppia con Domenico Modugno, cantando la canzone “Nel blu dipinto di blu”. I due vincono e, l’anno dopo, Dorelli si ripresenta, da solo, con la canzone “Piove”, vincendolo di nuovo.  Nel 1959, gira ben tre film – “Destinazione Sanremo”, di Domenico Paolella; “Guadatele ma non toccatele” e “Tipi da spiaggia”, di Mario Mattoli – ma, nel frattempo, non lascia mai la musica e, infatti, incide le canzoni “My funny Valentine”, “Love in Portofino” e “Lettera a Pinocchio”. Nel 1963, Enzo Di Gianni lo vuole nel film “Divorzio alla siciliana”, con Moira Orfei e Tiberio Murgia, e fa vedere il suo talento anche nelle trasmissioni “Johnny 7”, “Johnny Sera” e “Se te lo raccontassi” ed escono anche le canzoni “Twist così così”, “L’appuntamento” e “Arriva la bomba”.

“L’immensità” e i successi della commedia all’italiana

Dalla relazione con Lauretta Masiero, nacque suo figlio Gianluca Guidi, nel 1967, stesso anno in cui si presenta al Festival di Sanremo, in coppia con Don Backy, col pezzo “L’immensità”, che ottenne un successo esorbitante. Nel 1968, invece, ottiene il ruolo del conte Danilo nell’adattamento televisivo dell’operetta “La vedova allegra”, accanto a Catherine Spaak, con la quale avrà una lunga relazione e inciderà i pezzi “Non mi innamoro più”, “Una serata insieme a te” e “Proviamo a innamorarci”. Dal loro rapporto, nascerà il figlio Gabriele, mentre, dal matrimonio con la bellissima Gloria Guida, avrà la figlia Guendalina. Nel 1969, presenta “Canzonissima”, con Raimondo Vianello e, dopo un periodo di pausa, torna al cinema con “Pane e cioccolata”(1973), di Franco Busati e ha un grandissimo successo a teatro con lo spettacolo “Aggiungi un posto a tavola”, con Daniela Goggi. Negli stessi anni, gira molti successi della commedia all’italiana come “Spogliamoci così, senza pudor”(1976), di Sergio Martino; “La presidentessa”(1977), di Luciano Salce e “Mi faccio la barca”(1980), con Laura Antonelli.

Da “Il cappotto di Astrakan” a “Ma quando arrivano le ragazze?”

Sempre nel 1980, gira il bellissimo “Il cappotto di Astrakan”, di Marco Vicario, per poi rituffarsi nella commedia all’italiana divertente e scanzonata con pellicole come “Bollenti spiriti”(1981), di Giorgio Capitani; “Sesso e volentieri”(1982), di Dino Risi; “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio”(1983), diretto da Sergio Martino. Nel 1984, Luigi Comencini gli affida il ruolo del maestro Perboni nella miniserie tv “Cuore” e, nel 1988, è Zeno Cosini nel film tv “La coscienza di Zeno”, diretto da Sandro Bolchi. Nel 1990, presenta il Festival di Sanremo con Gabriella Carlucci e, l’anno dopo, un’edizione di “Fantastico”, con Raffaella Carrà. Successivamente, gira le serie tv “Ma tu mi vuoi bene?”(1992), “Si, ti voglio bene”(1994) e “Due per tre”(1997-1999) e, nel frattempo, è a teatro con “Bobbi sa tutto”, con Loretta Goggi. Nel 2004, torna alla musica incidendo l’album “Swingin” e, nel 2005, gira il film “Ma quando arrivano le ragazze?”, di Pupi Avati. Nel 2007, emozionerà il pubblico, ancora una volta, sul palco del Festival di Sanremo con la canzone “Meglio così”.

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