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16 Giugno 2013
15:19

“La Buy non merita quei David di Donatello”: l’America demolisce gli Oscar italiani

Su Twitch, un giornale americano di cinema, compare un articolo che attacca profondamente la “Academy italiana”: “Una manifestazione noiosa, dove i conduttori parlano più dei vincitori, dove si confondono le categorie”. Poi l’attacco a Margherita Buy: “No, non è la Meryl Streep italiana”.
A cura di Andrea Parrella
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Il giornale americano Twitch massacra letteralmente il cinema italiano e il computo che la "Academy" italiana del David di Donatello ha tratto alla fine di un anno di film. Anzi, proprio la manifestazione in sé ad essere il bersaglio della critica iniziale, descritta come "una sorta di Italian Academy Awards, i soli premi dove i conduttori parlano più dei vincitori, dove si scambia una categoria con un'altra". In un articolo comparso sul giornale, il principale bersaglio della critica è Margherita Buy, che ha conquistato in questa edizione dei David il settimo riconoscimento della sua carriera per le sue prestazioni sul grande schermo: "La sola manifestazione dell'universo nella quale un'attrice come Margherita Buy può vincere sette volte (e no, non è la Meryl Streep italiana)".

Poi il j'accuse continua evidenziando le falle della premiazione: "La sola manifestazione dove il riconoscimento alla carriera è assente (solo quest'anno è stato consegnato allo sceneggiatore Vincenzo Cerami)where the Career Achievement recipient (this year, the screenwriter Vincenzo Cerami), dove i migliori film stranieri sono scelti da rappresentanze dei distributori e dove il Miglior Film Italiano di quest'anno (Io e Te di Bertolucci) torna a casa a mani vuote". Fortunatamente il trionfatore assoluto della manifestazione, Giuseppe Tornatore, viene salvato dall'impietoso trattamento: "Cerimonia noiosa ed imbarazzante, fortunatamente alla fine il riconoscimento ad un buon film, La Migliore Offerta di Tornatore, come il Miglior Film".  Insomma, si può bene intuire quale possa essere il parere generale che in America si siano fatti, più che del nostro cinema, del modo in cui lo premiamo, superficiale e boriosa riproposizione degli eventi magnificenti d'oltreoceano. Bisognerebbe, in fondo, capire se sia errata l'imitazione o se esista qualche falla anche in ciò che viene preso ad esempio.

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