17 Marzo 2012
15:49

La Magnifica Presenza di Ozpetek è Elio Germano

Ozpetek torna in sala con un film sui sogni e le speranze di un ragazzo dal temperamento quasi donchisciottesco, in un turbinio di situazioni surreali che si scontrano con la “normalità” e la piattezza del quotidiano. Elio Germano è in stato di grazia.
A cura di Ciro Brandi

Il nono film firmato del regista turco Ferzan Ozpetek esce a distanza di due anni dall’enorme successo della sua precedente pellicola, “Mine Vaganti”, commedia pluripremiata che raccontava le vicissitudini di una famiglia di Lecce, con i protagonisti Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi e Ennio Fantastichini. Ora invece il registro cambia, la magnifica presenza è l’attore Elio Germano e la storia diventa surreale, fatta di richiami al passato, in cui realtà e immaginazione si fondono e danno come risultato uno splendido percorso di vita, costellato di sogni e speranze, quelle del protagonista, nel quale ci possiamo riconoscere un po’ tutti.

La trama

Magnifica Presenza - Il cast

Pietro Pontechievello (Elio Germano) è un giovane pasticciere, omosessuale, pieno di fissazioni e un tantino imbranato, che decide di lasciare la Sicilia per trasferirsi a Roma, animato dal suo sogno, quello di diventare attore. Tra tanti provini e altrettante delusioni, Pietro trova casa in una palazzina del quartiere romano di Monteverde, dove presto si accorgerà di non essere solo:  la casa infatti è abitata da una serie di personaggi molto particolari, con i quali instaurerà un saldo rapporto d'amicizia e la cui solidarietà gli permetterà di affrontare anche momenti molto difficili.

Il cast

Elio Germano in Magnifica Presenza

Ozpetek , poco tempo fa, ha dichiarato ai giornali tutta la sua ammirazione nei confronti del protagonista Elio Germano, definendolo uno dei migliori attori italiani in circolazione, addirittura la sua “magnifica ossessione”. In effetti il talento e la bravura di Germano  l’hanno portato a lavorare con registi come Ettore Scola, Emanuele Crialese, Gabriele Salvatores, Daniele Vicari. Nel 2010 è stato il protagonista della pellicola “La nostra vita”, diretta da Daniele Luchetti, unico film italiano in concorso al 63° Festival di Cannes, per il quale riceve il premio per la miglior interpretazione maschile, ex aequo con Javier Bardem. Per lo stesso film riceve anche il David di Donatello come miglior attore protagonista. I personaggi che compongono la “misteriosa” famiglia Marni sono: Margherita Buy (molto amata da Ozpetek e presente in vari suoi film), Vittoria Puccini, Giuseppe Fiorello, Paola Minaccioni, Cem Yilmaz, Andrea Bosca, Alessandro Roja, Claudia Potenza, Bianca Nappi, Platinette, Massimiliano Gallo e Anna Proclemer. Tutti volti noti, molti della tv, eccezionali nei rispettivi ruoli, molti dei quali già presenti in film precedenti del celebre regista turco.

La nostra recensione

Ferzan Ozpetek è partito da una storia realmente accaduta ad un suo amico e, si vede chiaramente, ha sviluppato il soggetto di “Magnifica Presenza” ispirandosi alla coralità di “Sei Personaggi in cerca d’autore” di Pirandello. La pellicola è comunque piena di omaggi e citazioni – “Questi Fantasmi” di Renato Castellani e “Fantasmi a Roma” di Antonio Pietrangeli – e altri che non vogliamo svelarvi. E’ vero, Elio Germano è le pedina fondamentale del film. Ozpetek ci ha visto lungo e ha scelto questo fantastico attore come condottiero, quasi donchisciottesco, come emblema dei nostri sogni. Il suo Pietro è un giovane gay che vive la sua condizione senza inutili ostentazioni o trasgressioni, la sua solitudine con estrema normalità e porta avanti i suoi sogni con dedizione, consapevolezza e anche un po’ d’incoscienza. Le sue fragilità, paure, i suoi complessi sono lo specchio di una società che va da tutt’altro verso, lasciandolo all’angolo, senza però capire chi ha ragione o torto. Il fatto che Pietro riesca a percepire e vivere ciò che gli altri non vedono è estremamente emblematico e d’effetto. Il giovane vive in un mondo tutto suo, dove normalità è sinonimo (forse) di noia e banalità, atroce routine e trappola dei sogni. Ozpetek è geniale, come sempre, nel fondere storie d’amicizia, solitudine, amore, sofferenza, quotidianità, ricorrendo all’umorismo, talvolta nero, che lo contraddistingue. “Magnifica Presenza” è quasi un collage di tutti gli elementi più riusciti e importanti dei suoi film di successo (“Le Fate Ignoranti”, “Cuore Sacro, “Saturno contro” e “Mine Vaganti”). Il merito di tanta completezza e varietà va anche a Federica Pontremoli, con cui il regista ha scritto la sceneggiatura, e alla splendida fotografia di Maurizio Calvesi. Adattissime ed estremamente curate sono anche la scenografia di Andrea Crisanti e le musiche originali composte da Pasquale Catalano. Già nei suoi lavori precedenti, Ozpetek aveva utilizzato canzoni del repertorio della cantante turca Sezen Aksu, ma per la colonna sonora di “Magnifica Presenza”, l’artista ha scritto appositamente il brano “Gitmen Daha”. Forse il pubblico si aspettava ancora qualcosa sul genere di “Mine Vaganti”, ma stavolta Ozpetek, secondo noi, si è davvero superato, e il risultato è altamente apprezzabile.

Voto: 8

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