12 Agosto 2016
19:32

“La mosca”, l’horror di David Cronenberg usciva 30 anni fa

La pellicola horror-fantasy di Cronenberg, con il grande Jeff Goldblum, usciva nelle sale USA il 15 agosto 1986. Il film riuscì ad incassare 60 milioni di dollari, globalmente e vinse 3 Saturn Awards e 1 Oscar al Miglior trucco. Il punto di forza più grande è che il film, visto ancora oggi, non sembra mai passato di moda o superato dai grandi blockbuster più recenti.
A cura di Ciro Brandi

Il film horror-fantasy, “La mosca”, di David Cronenberg usciva 30 anni fa nelle sale statunitensi. La pellicola, remake de “L’esperimento del dottor K”, di Kurt Neumann, del 1958 e tratto dal racconto “La mosca”, di George Langelaan, ha come protagonista Jeff Goldblum, nei panni dello scienziato Seth Brundle. L’uomo inventa la macchina del teletrasporto della materia, nel suo isolato laboratorio, tramite due “telepod” collegati tra loro. La macchina sembra funzionare, soprattutto quando effettua un esperimento alla presenza della giornalista scientifica Veronica Quaife. Quando, lo scienziato decide di provarla su se stesso, l’uomo riesce ad uscire integro dal secondo telepod, ma purtroppo, nella cabina, al momento della chiusura, con lui è entrata una mosca e, da quel momento, Brundle subirà una graduale e terribile mutazione.

Il rifiuto iniziale di Cronenberg, gli effetti speciali e il trucco da Oscar

Inizialmente, Cronenberg non voleva girare “La mosca” perché impegnato nella lavorazione di “Atto di forza”, ma accettò a condizione di portare con sé i suoi collaboratori e di poter “rimaneggiare” la sceneggiatura, scritta da Charles Edward Pogue. Il regista fu accontentato dal produttore Mel Brooks e volle fortemente come protagonista Jeff Goldblum, scartando la prima scelta, ricaduta su Michael Keaton. La cosa che colpisce di più è la terribile mutazione del protagonista. Cronenberg assoldò Chris Walas come supervisore degli effetti speciali e, per rendere al meglio la trasformazione dello scienziato in una mosca, Walas studiò tantissimi libri sulle malattie deformanti, sottoponendo Jeff Goldblum ad estenuanti sedute di trucco, che potevano durare dalle 5 alle 10 ore. A trasformazione ultimata, il terrificante mostro finale era un pupazzo meccanico, che si muoveva grazie a sistemi idraulici. Il trucco realizzato da Walas era così spaventoso e credibile che la protagonista femminile, Geena Davis, nei panni della giornalista Veronica Quaife, ne rimase scioccata.

La mancata nomination a Jeff Goldblum

Ciò che colpisce de “La mosca”, oltre all’angosciante mutazione dello scienziato, è la grandissima capacità di Cronenberg di mantenere alta la tensione e l’attenzione dello spettatore, dall’inizio alla fine. Partendo dall’entusiasmo iniziale, si passa all’inquietudine e al tormento della parte centrale e alla totale disperazione, rassegnazione e all’isolamento finali, che porteranno il protagonista ad implorare la morte. Naturalmente, è impossibile non elogiare la performance di Jeff Goldblum, all’epoca 34enne che, nello stupore più totale, non fu candidato agli Oscar del 1987, probabilmente perché l’Academy non amava molto gli horror. Anche i personaggi di Geena Davis (Veronica Quaife) e John Getz (Stathis Borans) sono delineati in maniera dettagliata, ma il regista si era volutamente focalizzato  maggiormente sulle fasi vissute dallo scienziato che, anche quando era totalmente mutato, si preoccupava di non fare del male alla sua amata.

I premi e la modernità della pellicola

La pellicola ottenne, generalmente, critiche positive e riuscì ad incassare 60 milioni di dollari, globalmente. “La mosca” vinse 3 Saturn Awards (Miglior attore, Miglior film horror e Miglior trucco) e 1 Oscar al Miglior trucco (Chris Walas e Stephan Dupuis). Il punto di forza più grande, in definitiva, è che “La mosca”, visto ancora oggi, non sembra mai passato di moda o superato dai grandi blockbuster, quindi, qualora non l’aveste ancora visto, recuperatelo immediatamente.

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