Il premio Oscar Vanessa Redgrave – dopo più di 80 film da attrice – ha deciso di esordire alla regia con un documentario tristemente attuale sulla tragedia dei migranti. Il titolo è “Sea Sorrow – Il dolore del mare”, un docufilm in cui la grande icona del cinema ha voluto soffermarsi sulla situazione odierna vissuta dai rifugiati, facendoci ascoltare il loro passato e il loro presente e invitandoci a riflettere sull’estrema importanza dei diritti umani che sembra ormai essere stata calpestata.

Le testimonianze dei rifugiati e le esperienze della Redgrave

Il documentario, prodotto dal figlio della Redgrave, Carlo Nero è stato girato in Grecia, Libano, Italia, Calais e Londra. L’attrice ha incontrato personalmente centinaia di rifugiati e ha parlato con loro a lungo, ma nell’opera fa riferimento anche alla sua storia personale, ricordando, per esempio quando all’età di 2 anni scappò da Londra durante la Seconda Guerra Mondiale o quando, da adolescente, divenne volontaria per aiutare i rifugiati ungheresi e di altre esperienze in giro per il mondo. Ad aiutarla in questo suo straordinario e importante viaggio attraverso le esperienze e le decine di testimonianze raccolte nel docufilm ci sono altre star del calibro di Ralph Fiennes, Emma Thompson, Simon Coates e Juliet Stevenson.

I riferimenti a “La Tempesta” di Shakespeare

Il premio Oscar Emma Thompson, ad esempio, legge alcuni scritti dell’attivista e giornalista britannica Sylvia Pankhurst che nel 1938, scrisse una lettera al Manchester Guardian per chiedere maggiore umanità nei confronti degli ebrei e più permessi di soggiorno. La Redgrave, però, rende ancora più simbolica e forte la sua opera, inserendo anche dei riferimenti a Shakespeare. Ralph Fiennes, infatti, interpreta il ruolo di Prospero, personaggio della famosa tragedia “La Tempesta”, di William Shakespeare, che raccontando a sua figlia della scampata morte per annegamento mentre erano a bordo di una barca alla deriva, pronuncia le parole “Our sea sorrow”, da cui deriva anche il titolo del documentario. La stessa Redgrave ha spiegato il perchè di questa scelta:

Ho scelto di prendere ispirazione dalle opere di Shakespeare per poter esprimere il bisogno umano di protezione in quel modo unico di cui sono capaci solo i grandi scrittori. Credo che le parole del Bardo esprimano perfettamente la tragedia vissuta dai rifugiati inghiottiti dal mare nel tentativo di trovare una via di fuga dalla guerra e dalla povertà a cui sono destinati se rimangono nei loro paesi di origine.

Lo scopo principale della Redgrave, comunque, è quello di spingere soprattutto le nuove generazioni a garantire supporto e protezione ai rifugiati di tutto il mondo e, non a caso, “Sea Sorrow – Il dolore del mare”, uscirà il 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, con il patrocinio dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).