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Le 10 cose de “Il Gladiatore” che ancora non sapevate

Il film di Ridley Scott, del 2000, è uno dei blockbuster più visti di sempre e che lanciò Russell Crowe verso l’Olimpo di Hollywood, facendogli vincere l’Oscar come Miglior attore protagonista. Pensavate di conoscere tutto sulla pellicola? Vi sbagliavate.
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A cura di Ciro Brandi
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Il blockbuster del 2000, diretto da Ridley Scott e interpretato da Russell Crowe, è tuttora uno dei film più amati della storia del cinema moderno. Crowe interpreta il fedele generale Massimo Decimo Meridio, che viene tradito quando Commodon (Joaquin Phoenix), l'ambizioso figlio dell'imperatore, assassina il padre e s'impossessa del trono. Ridotto in schiavitù, Massimo ricompare nell'arena tra le file dei gladiatori per vendicare l'assassinio della sua famiglia e del suo imperatore. "Il Gladiatore" vinse ben cinque Oscar e altri innumerevoli riconoscimenti e, anche se è uno dei film più visti di sempre, ci sono ancora 10 curiosità che dovete sapere.

1. Le location e il no alle riprese a Roma

Gli esterni del film furono girati in Marocco, Tunisia, Italia e Malta mentre gli interni interamente a Los Angeles, negli studi della Universal Pictures. Ridley Scott e la produzione chiesero al comune di Roma di poter realizzare alcune scene dei duelli dentro il vero Colosseo, ma la richiesta fu rifiutata poiché l'anfiteatro era in fase di restauro. Le scenografie del Colosseo (solo il primo giro di tribune, il resto fu creato digitalmente) furono ricostruite a Malta in quasi 5 mesi. Le scene iniziali, riguardanti la battaglia di Vindobona, sono state girate in Gran Bretagna nel Bourne Wood a Farnham, nella contea di Surrey, approfittando di una disposizione dello Stato per il disboscamento dell'area.

2. Tigri vere sul set

Sul set furono portate 5 tigri vere per la sequenza della lotta di Massimo nell’arena. Ovviamente, sul set era sempre presente un veterinario, armato di freccette tranquillanti, per tutta la durata delle riprese. Per motivi di sicurezza, Russell Crowe fu tenuto ad almeno 15 metri di distanza dagli animali.

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3. Le ferite sul volto di Russell Crowe

Le ferite sul volto di Russell Crowe, dopo la scena di battaglia iniziale, sono reali e l’attore se le procurò quando il suo cavallo si spaventò e lo scaraventò nei rami di un albero. I punti sulla sua guancia sono chiaramente visibili quando Massimo dice a Commodo che intende tornare a casa.

4. La morte di Oliver Reed

L'attore Oliver Reed (Proximo) è morto poco prima del termine delle riprese del film, per un attacco cardiaco, e la produzione, di conseguenza, gli dedicò la pellicola. Le scene che non è riuscito a girare, sono state create con la tecnica digitale grazie a spezzoni di scene tagliate.

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5. Mel Gibson doveva essere Massimo Decimo Meridio

Inizialmente, il regista e la produzione contattarono Mel Gibson per offrirgli il ruolo di Massimo Decimo Meridio, ma l’attore rinunciò, perchè a 43 anni di sentiva troppo vecchio per la parte.

6. I cambiamenti alla sceneggiatura di Crowe

Russell Crowe, dal carattere notoriamente non facile, si lamentava continuamente della sceneggiatura durante le riprese e riscrisse alcuni punti di suo pugno. All’inizio, si rifiutò persino di dire la famosa frase “In questa vita o nell’altra, avrò la mia vendetta!” e disse, addirittura allo sceneggiatore William Nicholson che le sue battute erano spazzatura.

7. La colonna sonora

La colonna sonora del film spesso è stata erroneamente attribuita alla famosa cantante celtica Enya, ma in realtà è stata composta da Hans Zimmer e cantata da Lisa Gerrard (vocalist del gruppo Dead Can Dance).

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8. La preparazione di Crowe… in fattoria!

Crowe ha iniziato a girare “Il Gladiatore” pochi mesi dopo “The Insider –Dietro la verità”(1999), di Michael Mann, e per il ruolo del Dr. Jeffrey Wigand, che gli fruttò anche una nomination agli Oscar, aveva messo su molti chili. Scott lo contattò per dirgli che doveva assolutamente tornare in forma e così l’attore tornò in Australia, nella sua fattoria, non ricorrendo a diete o esercizi particolari, ma facendo semplicemente i lavori (abbastanza pesanti) di tutti i giorni.

9. Le incongruenze storiche

Ridley Scott ha, in diversi punti, interpretato in modo molto libero quanto tramandato dalle fonti storiche e vi sono vari dettagli che presentano incongruenze e numerosi falsi storici. Qualche esempio? Il periodo nel quale il film viene ambientato, rappresenta la fine del regno dell'imperatore romano Marco Aurelio e quello successivo del figlio Commodo, ultimo princeps della dinastia degli Antonini (dal 180 al 192 d.C.). Una delle incongruenze è, per esempio, la morte di Marco Aurelio, padre di Commodo, che nel film muore soffocato dal figlio; nella realtà storica, invece, Marco Aurelio muore a causa di una malattia (forse della stessa peste antonina che flagellò l'Impero romano per un ventennio) nella fortezza di Vindobona o nella città di Sirmium, il 17 marzo 180 d.C. Gli errori più evidenti, soprattutto per gli storici, si riscontrano anche negli equipaggiamenti, nelle armi usate e nelle vesti dei soldati e dei vari personaggi del film, non appartenenti a quel periodo. Inoltre, nel film Massimo combatte con le tigri, ma il combattimento con le bestie feroci era compito dei venatori.

10. Incassi stratosferici

Il film si è rivelato uno dei maggiori successi della sua annata cinematografica. Nel 2000, a livello globale, ha incassato circa 457.640.427 dollari, secondo solo a “Mission: Impossible II”, con Tom Cruise.

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