Hirokazu Kore'eda è il regista di “Le Verità”, film drammatico franco-giapponese che ha aperto la 76ª Mostra Internazionale D'Arte Cinematografica di Venezia. La pellicola – della durata di 106 minuti – ha come protagonista Fabienne (Catherine Deneuve), una star del cinema francese e gli uomini la adorano e la ammirano. Quando pubblica la sua autobiografia, la figlia Lumir (Juliette Binoche) torna a Parigi da New York con marito e figlia. Il loro incontro porterà alla luce verità mai dette e risentimenti mai sopiti. Nel fenomenale cast, ci sono anche Ethan Hawke, Ludivine Sagnier e Roger Van Hool. Prodotto da 3B Productions, Bun-Buku, MI Movies e France 3 Cinéma, il film approderà al cinema dal 3 ottobre 2019, distribuito da BiM.

Kore'eda ha scritto anche la sceneggiatura e, a proposito di questo suo nuovo e ambizioso progetto, il primo girato non nella sua lingua madre, ha detto:

Alla base della sceneggiatura c'è una commedia che avevo iniziato a scrivere nel 2003 su una notte nel camerino di un'attrice teatrale che si sta avviando verso la fine della sua carriera. Ho finito col trasformare quella pièce in una sceneggiatura cinematografica che racconta la storia di un'attrice del grande schermo, e di sua figlia, che aveva rinunciato ai suoi sogni. Volevo che la storia fosse ambientata in autunno perché desideravo sovrapporre gli stati d'animo della protagonista alla fine della sua vita ai paesaggi urbani di Parigi a fine estate. Spero che gli spettatori osservino come la vegetazione del giardino muta impercettibilmente con l'approssimarsi dell'inverno, accompagnando madre e figlia e dando colore a quel momento della loro esistenza.

La fotografia del film è del vincitore del Premio César Éric Gautier mentre il regista ha voluto curare personalmente anche il montaggio. Le scenografie e i costumi sono opera di Riton Dupire-Clément e Pascaine Chavanne invece la colonna sonora è opera del maestro Aleksej Aigui, sempre molto apprezzato dalla critica specializzata.

La trama

Fabienne è una diva del cinema francese ed è letteralmente circondata da uomini che la adorano e la ammirano. A seguito della pubblicazione della sua autobiografia, la figlia Lumir torna a Parigi da New York assieme a suo marito Hank e sua figlia. L’incontro tra madre e figlia si trasformerà velocemente in un confronto: le verità verranno a galla, i conti saranno sistemati, gli amori e i risentimenti confessati.

Il cast

La diva Catherine Deneuve (Fabienne) ha girato circa 105 film e nella sua lunghissima carriera, iniziata negli anni ’50, ha vinto la Coppa Volpi, l’Orso d’argento, il David di Donatello, 2 Premi César ma mai l’Oscar, sfiorato nel 1992 quando fu nominata per il film “Indocina”. Juliette Binoche (Lumir), invece, lo ha vinto per “Il paziente inglese”, nel 1997, mentre Ethan Hawke (Hank) è stato nominato per ben 4 volte. Il resto del cast è composto da: Ludivine Sagnier (Amy), Clémentine Grenier (Charlotte), Manon Clavel (Manon), Alain Libolt (Luc), Christian Crahay (Jacques), Roger Van Hool (Pierre), Laurent Capelluto (Il giornalista) e Jackie Berroyer (Lo chef).

Le curiosità sul film che dovete sapere

1. Il regista ha rivelato che è stata Juliette Binoche a spingerlo a girare il suo primo film non in lingua madre. I due si conoscevano già da qualche tempo quando l’attrice andò in Giappone nel 2011 e sostenne che un giorno avrebbero fatto qualcosa insieme. Quella sua proposta è stato il punto di partenza de “Le Verità”.

2. Al Festival di Venezia, Catherine Deneuve ha dichiarato che il suo personaggio è stato costruito in seguito a una serie di incontri  avvenuti col regista, nel corso di più di un anno, a Cannes, in Giappone e a Parigi. La diva ha detto che, comunque, Fabienne è molto lontano da lei, nel suo universo o nei suoi rapporti con la figlia, ma proprio per questo si è divertita molto a interpretarlo.

3. Juliette Binoche ha affermato di aver realizzato due sogni in un solo colpo: lavorare con Hirokazu Kore'eda e Catherine Deneuve. Ma sul set, l’attrice è stata ancora più entusiasta quando ha saputo che l’icona vivente Deneuve aveva visto tutti i suoi film e che la stima e l’ammirazione erano reciproche.