Francesco Rutelli, presidente dell'ANICA, ha ipotizzato la possibilità del cinema di aprire alla formula del Drive In, in attesa che l'emergenza coronavirus consenta la riapertura delle sale: "L'idea di fare delle arene cinematografiche in agosto, di avere la possibilità di luoghi all'aperto, distanziati, con dei protocolli, con protezione, sanificazione, gestiti dagli esercenti, potrebbe essere un modo intermedio, graduale, per non rassegnarci, mantenendo le condizioni di sicurezza". A Un giorno da pecora ha aggiunto che l'accordo con i Comuni è necessario e sarebbe l'unico scenario attuale che aprirebbe a una ripartenza del mercato:

Bisogna fare un accordo coi Comuni, identificando aree molto grandi dove ci siano tutte le condizioni di sicurezza. Si possono studiare varie ipotesi, con automobili distanziate e tutto il resto, ma sarebbe un modo per tornare gradualmente, e prudentemente, a vivere.

I drive in possibili su Roma e Milano

Accordi con i Comuni per spazi che consentano le norme di distanziamento anche tra le auto e un sistema di prenotazione da casa che impedisca assembramenti all'ingresso. No all'allestimento di Drive In nei centri città o nelle piazze, perché "per le auto, c'è bisogno di spazio", ma ok alla valutazione di zone fiera e periferiche che abbiano nel loro dna i requisiti minimi per consentire il flusso di persone minime a serata. L’Italia del cinema, al primo richiamo, si è già attrezzata e sta immaginando i primi drive in in diverse città. A partire da Roma, per aree tipo Casal Palocco o Eur, poi Milano con il Bovisa Drive-In, nell'area ex Triennale Bovisa, e Bologna, intenzionata a organizzare uno speciale drive-in al posto del tradizionale cinema all’aperto di Piazza Maggiore.

Il cinema in Piazza Maggiore come drive in

Il cinema in piazza Maggiore, infatti, potrebbe trovare nuova vita con un progetto by car, sfruttando la visibilità che puntualmente ha in estate coniugandola con la formula che gli consentirebbe ancora vita. A sostenerlo, anche il direttore della Cineteca Gianluca Farinelli: "Pensiamo senza sosta a una formula per mantenere in piedi un qualcosa che sia vedere assieme un film, Tra le ipotesi, quella su cui stiamo ragionando di più è il drive-in. Sembrerebbe la posposta in grado di garantire più sicurezza, ed è è un'idea in un percorso lunghissimo".

I dubbi sulla sostenibilità dei drive in

L'ipotesi drive in entusiasma, soprattutto il pubblico bloccato a casa, ma non ha mancato nel generare una serie di problematiche e reticenze eni confronti del mezzo. In primis, per l'organizzazione affidata al sistema di prenotazione online o telefonica, vista la prevedibile mole di richieste da gestire, con ciò che ne consegue nella congestione agli ingressi. A seguire, sicuramente c'è un discorso, comune a tutti gli esercenti, rispetto la sostenibilità: quante auto bisognerebbe accogliere per tenersi con le spese? In ogni auto vigerà l'attuale legge con le norme restrittive che prevedono persone sedute accanto solo se facenti parte dello stesso nucleo familiare? E se sì, va da sé che ogni auto, laddove fosse abitata da esterni nucleo, potrebbe al massimo contenere due persone, dovendo tra l'altro sedere su sedili distanti, uno davanti e l'altro dietro. Questo modello potrebbe consentire allora il supporto economico necessario con numero di biglietti ridotti? Tante le domande che accompagnano l'unica vera possibilità di tornare in un surrogato di sala su quattro ruote, riesumata dagli anni 50 e da scene iconiche del cinema come quella di Grease.