Kevin Spacey vince la battaglia legale, ma solo perché il suo accusatore è morto. La causa che era stata presentata dal massaggiatore che lo accusava di molestie sessuali è stata archiviata nell'ottobre 2016. L'attore si era sempre dichiarato innocente, ma con la morte del massaggiatore le accuse non possono essere dimostrate perché, si legge, manca "la testimonianza della vittima". L'archiviazione è stata rivelata dal New York Times che cita i documenti ufficiali del Tribunale di Los Angeles, ma era stata già anticipata da "The Hollywood Reporter" nel settembre 2019. Per Kevin Spacey resta una vittoria, "una rinascita" per usare le parole del suo avvocato, Jennifer L. Keller: "Non ha pagato alcuna cifra per chiudere la causa". 

Chi era il massaggiatore che accusava Kevin Spacey

Era noto processualmente con il nome di "John Doe", nome che viene utilizzato nel gergo giuridico statunitense quando si vuole indicare un uomo la cui identità reale è sconosciuta e tale va mantenuta. L'uomo aveva denunciato l'attore di "American Beauty", "I soliti sospetti" e "House of Cards" per aver ricevuto carezze e toccatine ai suoi genitali durante un massaggio avvenuto due anni prima, nell'abitazione dell'attore a Malibu.

Tutte le accuse su Kevin Spacey sono cadute

Kevin Spacey è uscito pulito anche da un altro processo, quello contro il cameriere di un ristorante di Nantucket. Anche in quel caso, i procuratori hanno lasciato cadere ogni accusa ma questa volta l'accusatore dell'attore è tuttora vivo e vegeto. Il ragazzo, stando alla sua iniziale ricostruzione, avrebbe approcciato l’attore sperando in un selfie, ma Spacey avrebbe finito per indurlo a bere molto quella sera, almeno 5 birre e 3 whisky, fino ad arrivare a palpeggiarlo nelle parti intime, come lo stesso ragazzo aveva dichiarato. Il ragazzo non si è però presentato al processo e il caso è stato archiviato. L'attore, 60 anni, era apparso solo pochi giorni fa in un video natalizio in cui diceva: "Se qualcuno vi attacca, uccidetelo con la gentilezza".