Addio a Buck Henry, leggendario sceneggiatore cinematografico noto per lo script di un capolavoro come "Il laureato" e co-regista, insieme a Warren Beatty, del classicone "Il paradiso può attendere". Per entrambi aveva ricevuto la nomination agli Oscar. Anche attore in diversi film e volto del Saturday Night Live, è morto nella serata dell'8 gennaio per un attacco di cuore al Cedars-Sinai Health Center di Los Angeles. Aveva 89 anni.

La carriera al cinema

Figlio dell'attrice Ruth Taylor, iniziò dalla tv nei primi anni 60, scrivendo per serie come "The New Steve Allen Show" e "The Garry Moore Show". Nel 1967, insieme a Calder Willingham adattò il romanzo "Il laureato" di Charles Webb per il film che venne diretto da Mike Nichols e lanciò la carriera di Dustin Hoffman. Sempre per Nichols, lavorò anche allo script di un altro classico, "Comma 22". Tra le sue sceneggiature si ricordano anche "Candy e il suo pazzo mondo" cn Marlo Brando, "Il gufo e la gattina", "Ma papà ti manda sola?" di Peter Bogdanovich (entrambi con Barbra Streisand), "Da morire" di Gus Van Sant (che lanciò Nicole Kidman e Joaquin Phoenix), "Amori in città… e tradimenti in campagna". Oltre alla co-regia di "Il paradiso può attendere" (1978), ha diretto "First Family" nel 1980.

La televisione e la carriera di attore

Henry era inoltre il creatore della serie tv "Get Smart– Un detective tutto da ridere", insieme al grande Mel Brooks (rifatta nel film "Agente Smart – Casino totale") e di un'altra serie, "Quark". Aveva condotto il Saturday Night Live durante le sue prime cinque stagioni. Come attore è apparso in piccoli ruoli in "Il laureato" (nei panni del maitre dell'hotel), "L'uomo che cadde sulla Terra", "America oggi" e nella sitcom "Will & Grace". Grande il cordoglio su Twitter. Judd Apatow lo ha definito "divertente e geniale, ci ha fatto ridere più volte di quanto non sappiamo".