Addio a Ennio Guarnieri, storico direttore della fotografia del cinema italiano che ci ha lasciati all'età di 88 anni: è morto il 1 luglio a Licata, in provincia di Agrigento. Lo ha annunciato ufficialmente la Fondazione Zeffirelli. Guarnieri lavorò infatti moltissimo proprio con il Maestro Franco Zeffirelli, scomparso – per una triste circostanza – poco prima prima di lui. Questa le parole di Pippo Zeffirelli, uno dei due figli adottivi del regista: "Il mondo del cinema perde un grande artista e, personalmente, io perdo un amico". Guarnieri ha collaborato in più occasioni con Mauro Bolognini, Vittorio De Sica, Marco Ferreri, Lina Wertmüller e Carlo Verdone. Vinse due Nastri d'Argento, per "Fratello sole, sorella luna" e "La traviata" e fu candidato una volta ai Bafta, gli Oscar inglesi.

La carriera di Ennio Guarnieri

Nato a Roma nel 1930, lasciò gli studi da geometra per dedicarsi, per pura casualità, al cinema. Dopo aver lavorato come assistente nella troupe di Anchise Brizzi, collaborò nel capolavoro "La dolce vita" di Federico Fellini. Il suo esordio come direttore della fotografia risale al 1962, quando lavorò a "I giorni contati" di Elio Petri. Abile a ritrarre gli attori, divenne operatore di fiducia per dive come Virna Lisi, Sylva Koscina e Tina Aumont. Secondo il Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, il suo lavoro in "L'assoluto naturale" (1969) di Mauro Bolognini, con Sylva Koscina, è "uno dei capisaldi della fotografia italiana degli anni Sessanta". Importante il lavoro con Vittorio De Sica, per cui fotografò le ultime quattro regie, tra cui Il giardino dei Finzi-Contini (1970), che gli fece guadagnare la candidatura al BAFTA alla migliore fotografia. Per Marco Ferreri curò invece "Una storia moderna: l'ape regina" (1963), "Storia di Piera" (1983), "La carne" (1991). Sua anche la fotografia di un grande classico come "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto" di Lina Wertmüller (1974). Negli anni 80 e 90 ha lavorato soprattutto nel mondo della televisione e della pubblicità, occupandosi di cinema più sporadicamente.

La collaborazione con Franco Zeffirelli e Verdone

Il sodalizio con Zeffirelli partì da "Fratello sole, sorella luna" (1972), primo dei suoi due Nastri d'argento. Il secondo arriverà dieci anni per "La traviata", sempre diretto dal regista fiorentino. Per lui ha collaborato anche in "Otello"(1986), "Storia di una capinera" (1993) e "Callas Forever" (2002). Proficuo anche il lavoro per Mauro Bolognini in ben dodici occasioni, tra cui "Metello" (1986) e la miniserie "Gli indifferenti" (1988). Da notare anche la collaborazione con Carlo Verdone, in "Un sacco bello" (1980), "Borotalco" (1982) e "Sotto una buona stella" (2014), il suo ultimo film.