Morto a Roma Franco Zeffirelli, l’ultimo grande maestro del cinema italiano. Al suo fianco, i figli adottivi Pippo e Luciano e l’amata cagnolina Dolly, la sua Jack Russell. La famiglia ha dichiarato che, circa una settimana fa, Zeffirelli aveva ricevuto l'estrema unzione: "Si è spento serenamente dopo una lunga malattia, peggiorata negli ultimi mesi". Sui funerali non si sa ancora niente di certo, ma la salma riposerà sicuramente nel cimitero monumentale delle Porte Sante di Firenze, città dove era nato il 12 febbraio 1923. La camera ardente sarà allestita a Firenze in Palazzo Vecchio e non in Campidoglio a Roma come inizialmente annunciato.

Da anni ormai si trovava costretto su una sedia a rotelle e parlava a malapena, e nonostante ciò, in un'intervista rilasciata nel giorno del suo 95esimo compleanno, aveva dichiarato: "Tutto sommato non mi posso lamentare, data la mia età. Quindi mi sento bene". I medici, che da tempo lo seguivano dal punto di vista clinico, hanno cercato di tenerlo sempre sotto controllo, con visite periodiche a Roma, la città nella quale ha vissuto gran parte della sua vita nella sua villa immersa nel verde tra Capannelle e l’Appia Antica, dove ancora oggi restano ricordi e cimeli legati ai suoi incontri con i personaggi più influenti del panorama cinematografico internazionale.

I 96 anni arrivati proprio lo scorso 12 febbraio e la voglia di tenersi su a schiena dritta che non l'ha mai abbandonato, anzi, aveva fors'anche rafforzato il suo desiderio di lasciare un ricordo indelebile. Solo due anni fa, infatti, aveva espresso la volontà di portare nella sua Firenze, dopo aver passato a Roma gran parte della vita, l'intero pacchetto di opere e cimeli che aveva tenuto stretto nel suo emisfero capitolino. "Che Firenze prenda a cuore il mio archivio" aveva dichiarato, esaudendo così ciò che pare fosse ‘il suo ultimo desiderio'.

Franco Zeffirelli era dichiaratamente omosessuale e si definiva cattolico. Negli anni cinquanta ebbe un lungo e travagliato rapporto con il regista Luchino Visconti, con il quale convisse per diversi anni nella villa di Visconti sulla via Salaria a Roma. Adottò, poi, i due figli Pippo e Luciano, che gli sono stati vicini fino alla fine dei suoi giorni.

Regista, sceneggiatore e solo due volte attore, ha segnato intere pagine della storia del cinema per il suo gusto raffinato nel racconto dei melodrammi e delle grandi storie d'amore. Bellissime le sue rivisitazioni de La bisbetica domata, Romeo e Giulietta, Gesù di Nazareth, Cavalleria rusticana, La traviata, l'Otello, l'Amleto e Jane Eyre. Commoventi Storia di una capinera e Callas Forever, e Omaggio a Roma, del 2009, il suo ultimo film come regista e sceneggiatore. Ha ricevuto una nomination all'oscar come miglior regista 1968 per Romeo e Giulietta e il Nastro d'argento, nello stesso anno e per lo stesso film, come miglior regista.