Il 6 dicembre 1954 usciva al cinema Pane, amore e gelosia, pellicola diretta dall’indimenticabile Luigi Comencini con protagonisti Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida. Il regista racconta le storie delle coppie formate dal Maresciallo Antonio Carotenuto (De Sica) e dell’ostetrica Annarella (Marisa Merlini) e del carabiniere Pietro Stelluti (Roberto Risso) e la bella e umile Maria (Lollobrigida), detta “La Bersagliera”. Il maresciallo intende sposare la sua donna, una madre nubile, e quindi deve presentare le dimissioni, mentre Stelluti, deluso dalla Bersagliera dopo averla vista ballare col maresciallo durante una festa, chiede di essere trasferito ad altro comando. La ragazza, intanto, diventa “sciantosa” (cantante), in una piccola compagnia del paese, Sagliena, e proprio quando sta per riappacificarsi con Pietro, si verifica un terribile terremoto che fa crollare la sua casa, provocando anche la morte del suo asino, animale essenziale per il loro sostentamento. Dopo quello “scossone”, tutti i pezzi torneranno gradualmente al loro posto.

Pane, amore e gelosia tra neorealismo e commedia all’italiana

Dopo il grande successo di Pane, amore e fantasia (1953), il sequel era inevitabile. Comencini non fa altro che rendere la trama un tantino più intricata e complessa – grazie alla collaborazione alla sceneggiatura di Ettore Maria Margadonna, Eduardo De Filippo e Vincenzo Talarico – ma rispettando sempre quella dimensione “rurale”, semplice, immediata e coinvolgente in cui tantissime persone (soprattutto dell’epoca) potevano rivedersi. I battibecchi tra il maresciallo e la bersagliera; i pettegolezzi, la superstizione e i pregiudizi del piccolo (e immaginario) paese; le storie d’amore parallele e il terremoto che arriva paradossalmente a sbrogliare tutti i nodi sono ingredienti che non potevano non fare presa sul grande pubblico. Il regista lo sapeva bene e spinse l’acceleratore oltre il neorealismo, arrivando nel terreno della grande commedia all’italiana, dove alle gag e ai dialoghi sferzanti si fondeva anche una sottile satira sociale verso le istituzioni e la povertà dilagante del dopoguerra.

Tina Pica, il resto del fenomenale cast e i sequel

Accanto ai due straordinari protagonisti principali, icone indiscusse del cinema italiano e mondiale, qui in forma strepitosa, il cast vede sempre la presenza di altri numeri uno indimenticabili come i già citati Marisa Merlini, Roberto Risso e poi Virgilio Riento (il bigotto Don Emidio), la fenomenale  Tina Pica (Caramella), Maria Pia Casillo (Paoletta), Tecla Scarano, Vittoria Crispo e Memmo Carotenuto. A completare il quadro, ci pensarono la fotografia di Carlo Montuori e le musiche di Alessandro Cicognini. Il film fu visto da circa 10.5 milioni di spettatori e diede il via libera ad altri tre capitoli: Pane, amore e… (1955), con Vittorio De Sica e Sophia Loren; Pane, amore e Andalusia (1958), con De Sica, Carmen Sevilla e Peppino De Filippo e Tuppe tuppe, Marescià! (noto anche come È permesso Maresciallo?), con protagonisti Peppino De Filippo, Giovanna Ralli e Roberto Risso.