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Pif al Giffoni 2014: “Sembra Hollywood, mi sento Richard Gere” (VIDEO)

Pif, all’anagrafe Pierfrancesco Diliberto, ha aperto il festival del cinema di Giffoni Valle Piana e una folla di giovani cinefili è accorsa per intervistarlo dopo aver visto “La mafia uccide solo d’estate”.
A cura di Eleonora D'Amore
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I giovani cinefili del festival del cinema di Giffoni Valle Piana hanno accolto con enorme calore l'attore, regista e giornalista Pif, all'anagrafe Pierfrancesco Diliberto. Il suo arrivo ha inaugurato la serie di interviste a volti noti del cinema, che i ragazzi del noto festival incontreranno fino alla chiusura, prevista per domenica 28 luglio 2014. Accolto come una star, Pif ha improvvisato un ingresso alla Benigni (quel "talentoso ragazzo toscano", come l'ha simpaticamente appellato sul palco).

"Mi sembra di stare a Hollywood, per un attimo mi sono sentito davvero Richard Gere, tant'è che lui non verrà più", così il "testimone" di Mtv  ha esordito prima di concedersi alle domande dei precoci cinefili, che poco prima avevano visto il suo film La mafia uccide solo d'estate. Si è parlato di mafia, di eroi, di rabbia da non reprimere e di realtà criminose da combattere, in un dibattito molto acceso e sentito, sviluppato nel nome della lotta contro un'omertà ormai fastidiosa.

Pif è apparso piacevolmente sorpreso dalla fervida curiosità che ha pervaso la sala e ha interagito con centinaia di adolescenti con estrema semplicità, armandosi del suo solito umorismo e di un tempo comico che ha spesso divertito la platea. "Oggi, rispetto a ieri, sono come Belén, ma non fisicamente (altrimenti guadagnerei tantissimo), bensì famoso come lei. Sono un Belèno!", con questa risposta Pierfrancesco Diliberto ha commentato la notorietà che l'ha improvvisamente travolto dopo il successo del film "La mafia uccide solo d'estate" e sminuito, in parte, quell'alone di snobismo che da qualche tempo si tende a cucirgli addosso. Premio Giffoni 2014 a coronare il momento e un selfie per chiudere in bellezza l'incontro, con uno stuolo di mani alzate per essere immortalate, prima di ricongiungersi per l'ultimo fragoroso applauso.

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