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Provini discutibili ai bambini nel suo film, la Jolie: “Falso, massimo rispetto per i minori”

L’attrice respinge con forza le insinuazioni di crudeltà nei confronti dei bambini cambogiani provinati per il suo nuovo film sul genocidio dei Khmer rossi.
A cura di Valeria Morini
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Periodo piuttosto difficile per Angelina Jolie, che oltre a essere uscita dal turbolento divorzio con Brad Pitt e aver subito alcuni problemi di salute tutt'altro che piacevoli (ha dovuto fare i conti con la paralisi di Bell), si è trovata persino a fronteggiare accuse di "maltrattamenti" ad alcuni bambini cambogiani selezionati durante la produzione del suo nuovo film da regista. Si è obiettato infatti che la Jolie e i suoi collaboratori avessero utilizzato modalità di selezione nel casting disdicevoli e umilianti per i ragazzini interpellati, ma la diva di Hollywood ha respinto ogni insinuazione.

Il film in questione è "First They Killed my Father" una produzione televisiva in collaborazione con Netflix sul genocidio operato dai Khmer rossi in Cambogia in cui dovrebbe apparire anche il figlio adottivo della Jolie, Maddox, tratto dall'autobiografia dell'attivista ed ex bambina soldato Loung Ung. La Jolie è molto legata al tema di questa pagina nerissima della storia asiatica e lo stesso Maddox, il primo bambino che ha adottato, viene proprio da quella nazione.

Le accuse contro la Jolie e le modalità del casting

Nel dettaglio, secondo quanto riportato da Vanity Fair, i bambini selezionati nei provini (provenienti da famiglie in difficoltà) sarebbero stati coinvolti in un "gioco" discutibile: a ogni ragazzino sarebbero stati dati soldi e chiesto di pensare come utilizzarli, salvo poi accusarli di aver rubato il denaro per provocare in loro una forte reazione emotiva. La Jolie sarebbe stata toccata in particolare da una bimba che avrebbe affermato di voler utilizzare la somma per un funerale dignitoso per il nonno. La tecnica, però, è stata ritenuta crudele nei confronti dei piccoli. In una nota, Angelina ha respinto con forza l'attacco, sostenendo come il tutto sia avvenuto nel pieno rispetto dei minori coinvolti.

È stata presa ogni misura per fare in modo che i bambini potessero prendere parte alla produzione in sicurezza, comfort e serenità, dal momento della prima audizione fino ad a oggi. I genitori, i tutori, le ONG che si occupano di bambini e i medici erano sempre a portata di mano ogni giorno, per garantire che tutti avessero ogni cosa di cui avevano bisogno. E soprattutto, per assicurarsi che nessuno fosse in qualche modo turbato partecipando alla ricostruzione di una fase così dolorosa della storia del loro Paese. Sono sconvolta nell'apprendere che un esercizio di improvvisazione, tratto da una vera scena del film, sia stato descritto come uno scenario reale. L'idea che il denaro utilizzato fosse autentico è falsa e sconvolgente. Sarei stata oltraggiata se questo fosse accaduto davvero. Il punto focale di questo film è portare l'attenzione sugli orrori che i bambini affrontano in guerra e cercare di proteggerli.

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