È il 23 novembre 1994, in Italia arriva al cinema "Il Re Leone", il trentaduesimo classico di Walt Disney. Non era ancora scontato che diventasse il cartone animato dal maggiore incasso nella storia del cinema, ma chiunque quasi quindici anni fa era presente in sala, all'uscita capì in un'istante di essere di fronte ad un capolavoro non dei soliti, non di quelli che si gridano oggi, un po' per fare pubblicità, un po' perché non si sa cosa scrivere pur di farsi leggere. "Il re leone" incassa 422 milioni di dollari solamente negli Stati Uniti, sfiorando il miliardo totale e lasciandosi superare solamente da Frozen (nel 2013) nella classifica degli incassi Disney più alti di tutti i tempi. Resta però il film d'animazione che ha venduto più biglietti nella storia della sua categoria.

"Il re leone" è la storia di Simba, il leoncino figlio del re Mufasa. Il piccolo si lascia convincere dal cattivo zio Scar a visitare il "cimitero degli elefanti", un luogo dove sarà aggredito da tre iene. Quando il padre interviene per salvarlo, promette di non disobbedirgli più ma Scar gli viene addosso, lo uccide e si proclama nuovo re della foresta. Dopo anni trascorsi in esilio, Simba è ormai cresciuto e deciderà di riscattare il suo passato e la sua famiglia, provando a riprendersi il regno e sfidando chi gli ha tolto gli affetti più cari.

Il 1994, anno importantissimo per l'Italia. L'epopea che ha portato a quell'anno la stiamo rivivendo oggi con la serie tv Sky (che parte dal 1992), un po' troppo romanzata certo, ma questa è un'altra storia, un'altra riflessione. È l'anno di Silvio Berlusconi, al cinema sono passati in sordina "Pulp Fiction" e "Natural Born Killers", mentre al suon di fanfare troviamo "Stargate" e "Timecop". La Disney porta "Il re leone" in sala e completa così la sua rifondazione partita con "La sirenetta". L'analogia con "Bambi" è palese: l'uccisione del genitore del protagonista, solo che questa volta siamo lì, davanti al fatto compiuto. C'è un Vittorio Gassman indimenticabile a doppiare Mufasa, le musiche di Elton John e Hans Zimmer fanno il resto. Impossibile non averlo visto, se siete ancora tra i pochi rimasti all'oscuro, beh, cosa aspettate?