È a ottenere pari opportunità anche nel mondo del cinema che l’attrice Julianne Moore punta con l’appello lanciato nel corso della 72° edizione del Festival di Cannes. Come già accaduto lo scorso anno, quando 82 donne del cinema mondiale decisero di fare fronte comune per combattere il fenomeno delle molestie e della disuguaglianza di genere, anche in quest’occasione c’è chi approfitta di una platea tanto ampia perché si torni attivamente a discutere di quote rosa nel cinema.

L’appello di Julianne Moore

A Cannes da protagonista del cortometraggio The Staggering Girl di Luca Guadagnino, la Moore ha dato ancora una volta voce a un argomento che le sta profondamente a cuore. Già volto di #MeToo e Time’s Up, l’attrice ha ribadito con forza la necessità di mettere a punto una serie di cambiamenti per fare in modo che qualcosa cambi davvero:

Non avremo la parità di genere se non ci sarà collaborazione da parte di tutti. Le donne non sono un gruppo a parte. Rappresentiamo il 52% della popolazione globale e per far sì che si ripristini un equilibrio – credo fermamente che ci sarà – dovremo prendere delle misure ben precise per cambiare il nostro modo di pensare. Dobbiamo compiere ulteriori cambiamenti per raggiungere la parità. Questo è un dato di fatto. Pertanto, credo fermamente nelle quote. E credo nella necessità di livellare il campo di gioco per tutti, indipendentemente dal genere, dalla cultura o dall’etnia. Bisogna aprire le porte.

Ancora pochissime le donne che firmano il cinema

Secondo una recente ricerca della San Diego State University, sono ancora pochissime le donne che firmano il cinema ai livelli più alti, molto meno rispetto agli uomini. Dei 250 top film usciti in America nel 2018, solo l’8% è stato realizzato da registe donne. Una percentuale ancora più lieve di quella realizzata nel 2017, che riduceva l’apporto femminile alla cinematografia all’11%.