Robin Wright torna sul tema Kevin Spacey, a mesi di distanza dallo scandalo per molestie sessuali che ha travolto l'attore premio Oscar, provocando una seria compromissione della sua carriera. L'attrice di Dallas, che si è ritrovata ad avere un ruolo da protagonista nell'ultima stagione di House of Cards, prendendo di fatto il posto del personaggio di Frank Underwood interpretato da Spacey, ha pronunciato parole significative rispetto a un ipotetico percorso di riabilitazione del collega. Nel corso di un'intervista al programma americano "Today" afferma di credere in una seconda possibilità:

Non saprei come commentare questa vicenda, davvero non saprei. Credo che ogni essere umano è dotato della capacità di riabilitarsi. In questo senso, credo in una seconda chance, o qualunque altro nome si voglia dare a questa cosa. Si chiama crescere.

L'attrice continua sostenendo che Spacey "tornerà quando si sentirà pronto a farlo, ne sono sicura, credo che debba andare così". Senza mostrarsi indulgente verso le responsabilità di Spacey, Robin Wright ammette di essere molto dispiaciuta per quanto accaduto al collega, attualmente al centro di un autentico tornado dal mediatico: "È un incubo, riuscite a immaginarlo? Facciamo un lavoro, condividiamo una performance con il pubblico. Perché la nostra vita privata dovrebbe essere pubblica? Odio questa parte dell'industria dello spettacolo, è troppo invadente e ritengo che la vita di ognuno debba essere solo personale, positiva, negativa, neutra o qualsiasi altra cosa, non penso dovrebbero essere affari di qualcun altro". Robin Wright ci tiene tuttavia a precisare che il suo discorso è più esteso della mera questione relativa al movimento #Metoo:

Non sto parlando di questo, ma sto parlando dei media, all'esposizione di ognuno di noi. Sconosciuti che credono di sapere chi sei e di metterlo in circolo. Voglio dire, è una cosa criminale.

Le parole di Robin Wright arrivano a poche settimane di distanza dalla prima uscita pubblica sull'argomento, quando sottolineò di conoscere solo il grande artista che era Spacey, ma di non sapere nulla della sua vita personale. Sono parole attraverso le quali si apre a una forma di indulgenza verso i protagonisti in negativo di quel grande spartiacque nella storia dello spettacolo (e non solo di quell'ambito) che è stato il caso di abusi e molestie sessuali relativo ad Harvey Weinstein, cui è seguito poche settimane dopo quello di Spacey, coinvolgendo centinaia di addetti ai lavori di Hollywood.