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AFMV - Addio fottuti musi verdi dei Jackal

Saviano su “Addio Fottuti Musi Verdi”: “Mi ha fatto venire una gran voglia di sperare”

Il giornalista e scrittore paragona la divertente e tragicomica storia di Ciro Priello a quella dei migranti economici: “È un racconto divertente e strambo dell’impossibilità di realizzarsi”.
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"Addio fottuti musi verdi", il primo film dei The Jackal, è al cinema. L'opera prima del gruppo di videomaker napoletani non ha lasciato indifferente Roberto Saviano, che ha deciso di parlarne in un video per il suo canale "Gomorra Channel".

Sul tragicomico destino di un italiano, incapace di realizzarsi nella propria terra, è incentrato il monologo di Roberto Saviano, il quale accosta l'avventura di Ciro Priello a quella dei migranti economici che arrivano in Italia.

È un film divertente ma che mi ha fatto vedere come, anche quando si tratta di comicità, tutto ciò che nasce a Napoli ha una profonda radice sociale. Questo film racconta l'angoscia del precariato, racconta che il lavoro, sì lo troverai, ma in un'altra galassia, su un altro pianeta. Cosa è Ciro Priello? Un grafico pagato bene dagli alieni, un migrante economico. AFMV è il racconto di ciò che tocca ai meridionali e agli italiani, che sono un paese di migranti economici. Devono abbandonare la propria terra perché si interrompe un percorso per incontrare nuove regole: meritocrazia, burocrazia che funziona, evitare mazzette, presentazioni di amici, parenti, cugini. Questo film lo mostra, parla del Sud Italia che ha il 40% di disoccupazione. Poi se qualcuno lo dice, ci chiama gufo. Solo iniziare a parlare e raccontarlo, con il sorriso come fanno i The JackaL, si può iniziare a capire il flusso dei migranti economici che arrivano in Italia. AFMV è un racconto divertente e strambo dell'impossibilità di realizzarsi. Questo film mi ha fatto venire una gran voglia di sperare.

"AFMV – Addio Fottuti Musi Verdi" è un film che prova ad osare con un linguaggio che nessuno prima aveva utilizzato in una commedia italiana. Nel cast, oltre a Ciro Priello, Fabio Balsamo e Beatrice Arnera, anche Fabio Zibetti, Fortunato Cerlino e Salvatore Esposito.

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