Addio Fottuti Musi Verdi è un film di quelli che non si vedono in Italia ed è questa la ragione per la quale la critica l'ha stroncato. La critica l'ha stroncato perché non può capire un film come quello che Ebbasta&Co. hanno provato a realizzare. Non lo può capire perché l'ha guardato tramite le lenti di un cinema italiano sempre uguale a sé stesso, fossilizzato tra un cinepanettone e il centro di Roma. Un cinema incapace di innovarsi davvero anche quando ci prova.

Quello dei The Jackal è un film che rimette in discussione tutto, anche le ambientazioni. Perché nel nostro paese i film o si ambientano nell'Italia del passato, o in qualche (magnifico) borgo di provincia o a Roma. E se non lo ambienti in nessuno di questi posti e scegli una Napoli che non è Napoli, ma una New York d'Europa, allora già stai andando fuori dal seminato. E in fondo, in un Paese che ama guardare al suo passato, questa è già una colpa. È una colpa che Ciro abiti in un loft che sembra uscito da Brooklyn (ma con sua madre alla finestra accanto). È una colpa l'astronave perché "so' troppo giovani per fare gli effetti speciali"; è una colpa non aver ceduto alla possibilità di fare un film "semplice", ma aver osato.

Ecco, i The Jackal hanno fatto una cosa che pochi, in Italia, fanno: osano. Hanno osato il diverso, hanno messo da parte un successo facile per cercare una strada che solo loro, tra i videomaker "giovani", potevano intraprendere. Hanno buttato il cuore oltre l'ostacolo e per questo hanno già vinto. Perché chi sposta più in là l'orizzonte del possibile è sempre un vincitore. Chi sposta un'arte – perché è di cinema che parliamo – un po' più in là si assume un rischio, ma almeno ha provato a fare la storia. Perché la storia non la fanno le mille produzioni e commedie uguali a sé stesse, no. La storia la fa chi osa e gli Sciacalli hanno osato. Hanno osato deludere il pubblico, la critica e finanche sé stessi.

Hanno scelto di non fare un film che fa solo ridere, hanno scelto un film che fa pensare. Hanno scelto di parlare di amicizia, di lavoro, di genitori che emigrano e della mediocrità umana. Hanno fatto un film che, in fondo, parla di sé stessi, ovvero dell'amicizia che ci eleva dalle nostre singole mediocrità e ci permette di raggiungere qualsiasi obiettivo: salvare la terra dagli alieni o sbarcare al cinema in 300 sale. E l'hanno fatto con i loro linguaggi, con citazioni palesi e non. L'hanno fatto sciacallando il cinema del XX secolo (la "Trilogia del Cornetto" di Edgar Wright, mettiamola ancora nel secolo scorso) ma con un linguaggio da nuovo millennio. Per questo Addio Fottuti Musi Verdi va visto, perché è qualcosa di mai visto. Perché è il sogno di un altro cinema. E soprattutto perché anche "La Grande Bellezza" di Sorrentino è stato stroncato dai critici nostrani ma acclamato nel mondo. Quindi state tranquilli Sciacalli, siete in buona compagnia.