Nel Regno Unito sta facendo discutere il caso di un pensionato britannico, morto improvvisamente in un cinema mentre stava assistendo al film horror "Annabelle 3" nel corso di una vacanza in Thailandia, nella località turistica di Pattaya. Secondo quanto riportato dal Mirror, che cita fonti locali, il corpo di Bernard Channing, 77 anni, è stato scoperto da un'altra spettatrice, un'amica che si trovava con lui in sala. Sconvolta, la donna ha immediatamente avvisato il personale del cinema, che ha chiamato i soccorsi. Proveniente da Gedling, nel Nottinghamshire, l'uomo è stato dichiarato morto all'interno del locale.

Ancora sconosciute le cause della morte

Testimoni presenti sul posto avrebbero riferito che l'accaduto ha provocato un grande turbamento nel pubblico presente in sala. Al momento non sono chiare le circostanze della morte di Channing, il cui corpo è stato portato in ospedale nel distretto di Banglamung per essere sottoposto a un'autopsia. Le autorità sono in contatto con l'ambasciata britannica e al momento risulterebbe esclusa la pista dell'omicidio. "Annabelle 3" è arrivato anche nelle sale italiane dal 3 luglio e fa parte del fortunato franchise generato da “The Conjuring”. Protagonisti sono una coppia di demonologi interpretati da Vera Farmiga e Patrick Wilson, che ancora una volta devono contrastare il potere della bambola posseduta Annabelle.

Morti in sala: quando il cinema uccide

Al di là di una connessione (che al momento non siamo in grado di fare) tra la morte dell'uomo e l'atmosfera spaventosa della pellicola, quello di "Annabelle 3" non è certo il primo caso di una morte accidentale che si verifica in una sala cinematografica. Per esempio è successo con "Avatar", quando un signore taiwanese si è sentito male ed è morto poco dopo in ospedale, pare per "una sovraeccitazione causata dalla visione". Lo stesso è accaduto a un 65enne indiano alla visione di "The Conjuring 2", guarda caso un film legato narrativamente ad "Annabelle 3"; peraltro, la morte è legata a un giallo, dal momento che il corpo del morto è successivamente sparito dalla clinica. Un infarto ha colpito sia una donna di nome Peggy Scott che un pastore brasiliano nel corso del truculento "La passione di Cristo" di Mel Gibson. Sempre un attacco cardiaco, stavolta provocato – crudele ironia della sorte – dalle risate, ha ucciso un medico danese che si stava godendo "Un pesce di nome Wanda", la nota comedy con Kevin Kline. Il caso più celebre resta forse quello di Elmer C. Sommerfield, morto in sala mentre stava assistendo a "Lo squalo". Si mormora che il regista Steven Spielberg, messo al corrente della cosa, abbia dichiarato: "Vuol dire che il film funziona".