Spike Lee è uno dei registi di cui si sente parlare di più in questo momento, probabilmente perché è sempre stato fautore della lotta ai diritti civili per la popolazione nera, tanto che i suoi film ne sono un esempio lampante. In un'intervista rilasciata all'emittente radiofonica di New York City, nel programma In the morning, il noto volto del cinema ha fatto alcune dichiarazioni su Woody Allen, nelle quali difendeva i suoi atteggiamenti duramente contestati dalla comunità hollywoodiana. Dopo qualche ora, però, ha deciso di correre ai ripari prima che fosse troppo tardi e ha ritrattato tutto quello che aveva detto in precedenza.

Spike Lee in difesa di Woody Allen

L'aura di negatività che aleggia attorno alla figura di Woody Allen permane nel mondo del cinema, dove gli artisti si trovano a doversi rapportare con le accuse di molestie ai danni del regista. Negli Anni Novanta, infatti, avrebbe abusato della figlia adottiva Dylan Farrow quando aveva solamente sette anni, sebbene abbia sempre negato ogni accusa. Parlando del suo collega ed amico, Spike Lee ha voluto sottolineare, però, la grandezza artistica di Allen che non può essere dimenticata:

Vorrei solo dire che Woody Allen è un grande regista e questa cosa della cultura della cancellazione non riguarda solo lui. Quando ci ripenseremo capiremo che – forse a meno che non abbia ucciso qualcuno – non si può eliminare una persona come se non fosse mai esistita. Woody è un mio amico, un tifoso dei Knick come me, quindi so bene che cosa sta passando in questo momento.

Il regista ritratta le sue affermazioni

L'argomento, infatti, è virato poi sullo sport lasciando sospese queste dichiarazioni sul conto del noto regista. Resosi conto di aver detto qualcosa di scomodo, Spike Lee è tornato sull'intervista radiofonica e su Twitter ha voluto rettificare quanto detto solamente qualche ora prima e ha scritto sul noto social network: "Mi scuso profondamente. Le mie parole erano sbagliate. Non tollero e non tollererò mai molestie sessuali, aggressioni o violenze. Questi comportamenti provocano danni reali che non possono essere minimizzati".