Stefano Accorsi, ospite nella redazione di Fanpage.it per rispondere a Le domande di Google, si racconta a 360 gradi, rivivendo i momenti salienti della sua vita professionale e privata. A chi lo definisce "bello", Stefano Accorsi cerca di spiegare il modo in cui, nel corso degli anni, ha affrontato se stesso e quella bellezza che, soprattutto all'inizio della carriera, è stata senza dubbio un valore aggiunto e successivamente si è trasformata in una consapevolezza diversa:

Ogni tanto quando le persone mi dicono certe frasi sulla bellezza, ne prendo atto. Ho smesso di dire ‘no guarda, non la penso così'. Me la vivo bene con me stesso, mi baso sul rapporto con me stesso, non con la mia bellezza. Mi sento bene con me stesso quando ho un'attività fisica continuativa e riesco ad allenarmi, perché mi fa stare molto bene sia con me che con gli altri.

I grandi amori della sua vita

Ha 48 anni, è alto 1,78 e ha tre figli: Orlando e Athena nati dal rapporto con l'attrice Laetitia Casta e il più piccolo, Lorenzo, avuto con la moglie Bianca Vitali: "Quando meno te l'aspetti incontri una persona che ti sorprende, perché è decisamente più giovane di me ed entrambi non avevamo grande fiducia in questa storia, nel senso la vivevamo dicendoci ‘vabbè, vediamo che succede'. E poi ci siamo sposati". Ha un fratello più giovane, che lavora nel campo alberghiero, e non il tifo calcistico non gli appartiene quasi per niente, infatti da giovanissimo, al posto di attaccare le figurine dei calciatori sull'album, leggeva le biografie dei grandi attori del cinema internazionale.

Dallo spot Maxibon al successo nel cinema

Di sicuro fu la pubblicità del Maxibon a renderlo famoso, nel lontano 1993, quando era ancora solo un ragazzo: "Mi dissero che dovettero aumentare la produzione di quel gelato, per quanto ne arrivarono a vendere, e poi la cosa divertente è che in tanti mi fermavano per strada e mi dicevano ‘Eh, grazie a te, se sapessi quello che ho fatto l'estate scorsa".

Accorsi parla dei suoi lavori più importanti nel mondo del cinema e delle serie tv: da L'Ultimo bacio di Gabriele Muccino a Le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek fino al film, David di Donatello dello spettatore, A casa tutti bene, sempre di Muccino. Per quanto riguarda la serie 1992, e poi 1993 e 1994, ha dichiarato: "Silvio Berlusconi non l'ho mai conosciuto, ma mi venne voglia di fare un biopic. I produttori mi dicevano ‘Sei pazzo', Mediaset e Rai dissero no, e solo quando Sky accettò potemmo procedere con la realizzazione del maxi progetto". Stefano Accorsi diventerà mai un regista? "Non ne sono ossessionato, ben venga se dovesse essere, magari anche con una serie".