4 Settembre 2011
20:43

Terraferma, standing ovation per Crialese, con qualche polemica

Nonostante il successo, dopo aver assistito alla proiezione, alcuni giornalisti, evidentemente colpiti da alcune scene un pò “anomale”, hanno accusato il regista di aver girato un film di parte.
A cura di Ciro Brandi
Photocall "Terraferma" 68° Mostra del cinema di Venezia

Grande successo, con tanto di standing ovation, per il primo film italiano in concorso a Venezia, “Terraferma” di Emanuele Crialese e Vittorio Moroni. Il cast della pellicola è composto da Filippo Pucillo, Donatella Finocchiaro, Beppe Fiorello e Claudio Santamaria, garanzia di qualità a livelli altissimi.

Il film racconta  la vicenda di Giulietta (Donatella Finocchiaro), rimasta vedova, e di suo figlio adolescente Filippo (Filippo Pucillo) che lavora sul peschereccio del nonno (Mimmo Cuticchio). Un giorno arriva una donna etiope, Sara (Timnit T), sbarcata da uno dei tanti barconi di immigrati su una piccola isola siciliana. L’arrivo dei clandestini modifica la mentalità dei pescatori del posto, dediti al soccorso, ma in questo caso sono costretti a respingerli. Giulietta, invece, instaurerà con Sara un rapporto molto forte, tanto da farle dimenticare l’idea di lasciare la sua isola.

Timnit T ha veramente vissuto il dramma sulla propria pelle, è infatti una dei sopravvissuti dello sbarco del 2009 in cui morirono 73 persone su 79. Dopo aver assistito alla proiezione, alcuni giornalisti, evidentemente colpiti da alcune scene un pò “anomale”, hanno accusato il regista di aver girato un film di parte, lanciando mattonate contro il governo, inutile e non attivo in questo caso. Crialese ha prontamente risposto che secondo lui tutto parte dal fatto che l’Italia è un paese vecchio e gli italiani hanno paura dello straniero perché si sentono protetti dalla proprià identità. Il regista continua affermando che il nostro paese ha bisogno della contaminazione con altre culture e non dovremmo trattare queste persone come fosseri dei criminali, o peggio ancora, facendo finta di nulla, come se si trattase di un nuovo Olocausto. Crialese ha concluso duramente il suo discorso dicendo che lasciar morire la gente in mezzo al mare è un segno d’inciviltà, ma in questo sono responsabili anche i mass-media che parlano del caso in modo falsato.

Tuttavia la standing ovation ha superato la vena polemica suscitata dai giornalisti. Noi sinceramente suggeriamo di andare al di là delle apparenze e goderci, finalmente e semplicemente, un bel film ITALIANO.

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