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Violenza sulle donne, Sabrina Impacciatore rivela: “E’ successo anche a me”

Intervistata da Vanity Fair, Sabrina Impacciatore, racconta di un amore violento vissuto tanti anni fa. L’attrice, che da domani sarà nelle sale italiane con “Amiche da morire”, racconta la sua esperienza riflettendo sui motivi che scatenano la violenza degli uomini e che portano alcune donne a restare.
A cura di Daniela Seclì
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sabrina impacciatore

In un’intervista rilasciata a Vanity Fair, Sabrina Impacciatore, attualmente al cinema con la commedia “Amiche da morire”, confida della violenza subita da parte di un ex fidanzato. Si torna a parlare di abusi sulle donne, dunque. Quando è una celebrità ad esporsi la valenza è ancora maggiore perché le sue dichiarazioni possono avere ancora più risonanza. Hanno una possibilità in più di raggiungere il cuore di quelle donne che sentono di essere da sole a lottare, convinte addirittura di dover provare vergogna per ciò che gli sta accadendo.

Anche se si tratta di una relazione ormai interrotta da tempo, Sabrina Impacciatore rivela che dinanzi alle prime “manifestazioni estreme” non ha troncato il rapporto. E’ solo scappata per qualche giorno, riprendendo poi il normale corso della relazione. L’attrice parla di un compagno che dopo averla picchiata, si metteva in ginocchio, in lacrime e chiedeva perdono. Così si sviluppa quel fatale errore di valutazione che porta tante donne a restare intrappolate in situazioni simili: ci si convince che in fondo si tratti di un amore puro, profondo ed estremo nei nostri confronti.

“Poi, solitamente l’uomo che ti picchia dopo si mette in ginocchio, a me è successo, piange e chiede perdono. Fa tutto parte di un’idea “romantica”, in senso malsano: la lite, il conflitto, eventualmente una manifestazione fisica dove sei tu che ci rimetti, e però pensi sia quello l’amore”

E a volte si resta, nonostante tutto, perché non ci reputiamo abbastanza belle per meritare di meglio. Secondo Sabrina la violenza non è qualcosa che si manifesta di punto in bianco. Al contrario, spesso caratterizza l’infanzia di una persona. E’ quello il momento in cui la famiglia deve intervenire, correggere e se necessario accedere alle terapie disponibili. Nel momento in cui la violenza avviene è troppo tardi per fermare un uomo:

“In quel momento si è su due pianeti diversi: lui vive una possessione, lei il terrore puro”

La causa di questi atti incontrollati, secondo l’attrice, dipende spesso e volentieri dal fatto che molti uomini non siano pronti per sentirsi dire di no. Quando qualcosa gli viene negato reagiscono violentemente.

“A quel punto, reagiscono con la forza, e si trasformano anche in modo fisico, cambiano gli occhi, l’odore. Se una ragazza è stata vittima anche di un solo fenomeno di violenza in cui non ha riconosciuto gli occhi del compagno, la invito a interrompere immediatamente la relazione”

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