Vittorio Storaro, direttore della fotografia che con Ennio Morricone ha collaborato tra tutti in "Novecento" e "La Luna", entrambi di Bernardo Bertolucci, ha ricordato all'Adnkronos il talento del Maestro, morto all'età di 91 anni in seguito alla rottura di un femore: "Era un grande amico, una grande persona, al di fuori della creatività musicale". Condividendo amicizie ed esperienze, le parole di Vittorio Storaro sono un racconto inedito tracciato sulla grande carriera di Ennio Morricone.

Le parole e il ricordo di Vittorio Storaro

Vittorio Storaro, proprio come Ennio Morricone, fa parte della storia del cinema. Una storia che si tramanda e che, come una ruota, cambia generazione. Da questo assunto, questo è il ricordo lucido del maestro della fotografia Vittorio Storaro:

Lo apprendo da lei. Sapevo che stava poco bene, era caduto e stava male, ma la notizia mi giunge ora. Sono molto addolorato. Era un grande amico, una grande persona, al di fuori della creatività musicale. Ed è importante essere creativi anche sul piano umano. Io non credo che ci sia una divisione fra la personalità e la creatività, vanno di pari passo. Certamente sarà una enorme mancanza, non solo genio musicale, ma anche umano. Il cinema ha tante arti, ma nasce come immagine che si accosta alla musica e poi alla parola. C'era una sintonia fra noi abbastanza precisa. Quando esprimiamo qualcosa e si riesce a toccare la sensibilità, l'emozione, l'animo degli spettatori, quello rimane. Certo. sono cose che sappiamo che devono accadere… Dopo Zeffirelli, Bertolucci, ora il grande Morricone, è una ruota che cambia generazione.

Un esempio per i più giovani

Nelle parole di Vittorio Storaro anche il fatto che Ennio Morricone rappresentasse un esempio per i più giovani cineasti: "Prenderanno da lui esempio".

Ci sentivamo spesso, quando potevo ero sempre a contatto col figlio. So che lascia una traccia. Ci saranno tanti giovani che prenderanno da lui. E so che anche io, che ho compiuto 80 anni qualche giorno fa, sto su quel punto della ruota. E sto cercando, con un libro, una mostra, il restauro delle pellicole, di fare in modo che resti quello che abbiamo fatto per il cinema.