30 Gennaio 2020
22:00

Volevo nascondermi: trama, trailer e curiosità del film con Elio Germano nei panni di Antonio Ligabue

Elio Germano è Toni, figlio di un’emigrante italiana, che vive per anni in una capanna sul fiume in totale solitudine. L’incontro con lo scultore Renato Marino Mazzacurati lo farà riavvicinare alla pittura e diventerà, appunto, il noto pittore Antonio Ligabue, noto in tutto il mondo. Al cinema dal 27 febbraio 2020.
A cura di Ciro Brandi

Data di uscita: 27 febbraio 2020
Durata: ND
Nazione: Italia
Genere: Biografico
Distribuzione: 01 Distribution
Regia: Giorgi Diritti
Cast: Elio Germano, Oliver Ewy, Paola Lavini, Gianni Fantoni.

Il pluripremiato Elio Germano torna al cinema, ancora una volta, in un ruolo iconico che lo porterà ancora ad essere nominato nei più grandi festival cinematografici. Il regista Giorgio Diritti, infatti, lo ha voluto nel ruolo del celebre pittore e scultore Antonio Ligabue in Volevo nascondermi. Diritti, infatti, racconta la storia di Toni (Germano), figlio di un’emigrante italiana, che vive per anni in una capanna sul fiume. L’incontro con lo scultore Renato Marino Mazzacurati lo farà riavvicinare alla pittura e diventerà, appunto, il noto pittore Ligabue. Il film è stato prodotto da Carlo Degli Esposti e Nicola Serra mentre la distribuzione è affidata a 01 Distribution che lo rilascerà nelle sale dal 27 febbraio 2020.

Giorgio Diritti ha scritto la sceneggiatura a quattro mani con Tania Pedroni mentre la direzione della fotografia è di Matteo Cocco. Il montaggio è opera della coppia formata da Paolo Cottignola e dallo stesso regista; le scenografie sono di Ludovica Ferrario e Alessandra Mura e i costumi di Ursula Patzak. Per le musiche, Diritti ha voluto Marco Biscarini e Daniele Furlati.

La trama

Toni, figlio di un’emigrante italiana, respinto in Italia dalla Svizzera dove ha trascorso un’infanzia e un’adolescenza difficili, vive per anni in una capanna sul fiume senza mai cedere alla solitudine e alla fame. L’incontro con lo scultore Renato Marino Mazzacurati è l’occasione per riavvicinarsi alla pittura e l’inizio di un riscatto in cui sente che l’arte è l’unico tramite per costruire la sua identità e per farsi riconoscere e amare dal mondo. “El Tudesc,” come lo chiama la gente è un uomo solo, rachitico, deriso, ma diventa il pittore immaginifico che dipinge il suo mondo fantastico di tigri, gorilla e giaguari, stando sulla sponda del Po. Sopraffatto da un regime che vuole nascondere i diversi, viene richiuso in manicomio. Anche lì  dipinge, soprattutto se stesso. L’uscita dall’Ospedale psichiatrico è il punto di svolta per un riscatto personale e la fama gli consentirà di ostentare un raggiunto benessere e aprire il suo sguardo alla vita e ai sentimenti che aveva sempre represso.

Il cast

Elio Germano (Antonio Ligabue) ha già dato prova di essere un grandissimo trasformista e istrione quando ha interpretato il ruolo di Giacomo Leopardi nel bellissimo Il giovane favoloso (2014), di Mario Martone, che gli fece vincere una valanga di premi. Nel cast con lui ci sono: Oliver Ewy (Antonio Ligabue da ragazzo), Leonardo Carrozzo (Antonio Ligabue da bambino), Pietro Traldi (Renato Marino Mazzacurati), Orietta Notari (Madre di Mazzacurati), Andrea Gherpelli (Andrea Mozzali), Denis Campitelli (Nerone), Filippo Marchi (Vandino), Maurizio Pagliari (Sassi), Francesca Manfredini (Cesarina), Daniela Rossi (Madre di Cesarina), Mario Perrotta (Raffaele Andreassi), Mariavittoria Dallasta (Giornalista Canova), Gianni Fantoni (Industriale Antonini) e Paola Lavini (Pina).

Le curiosità sul film che dovete sapere

1. Giorgio Diritti ha detto che è stato spinto a girare un film su Ligabue da quando vide lo sceneggiato sul pittore diretto da Salvatore Nocita, nel 1977, con Flavio Bucci.

2. Oliver Ewy, che nel film interpreta Ligabue da ragazzo, è un attore e cantante tedesco molto noto in patria. Ewy è alla sua seconda prova da attore per il grande schermo dopo I fratelli neri (2013), diretto da Xavier Koller.

3. Il film è ambientato in Emilia Romagna (a Guastalla, Reggio Emilia e Gualtieri), a Roma e in Trentino.

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