Il 2 dicembre del 1997, “Will Hunting – Genio ribelle”, straordinario film di Gus Van Sant, usciva nelle sale della California. La pellicola ha come protagonista un grande Matt Damon, nei panni, appunto di Will Hunting, un ragazzo prodigio autodidatta, con molti crimini alle spalle e incapace di relazionarsi con gli altri, che fa le pulizie al  Massachusetts Institute of Technology (MIT). Nonostante le sue conoscenze e la sua capacità di risolvere complicati problemi matematici, Will dovrà imparare ad affrontare e superare la paura dell'abbandono per amare e fidarsi delle persone e. grazie all’intercessione di un professore, conoscerà lo psicologo Sean McGuire (Robin Williams), che ha, come Will, un passato fatto di grandi sofferenze e che gli farà aprire, nuovamente, gli occhi sul mondo, diventando suo grande amico e confidente.

La sceneggiatura di Matt Damon e Ben Affleck

Prima di girare “Will Hunting – Genio ribelle”, il grande Gus Van Sant aveva alle spalle pellicole come “Mala Noche”, Belli e dannati” e “Da morire”, quindi compie una vera e propria virata verso un genere totalmente diverso. Matt Damon e Ben Affleck, da sempre grandi amici, avevano scritto la sceneggiatura del film già nel 1992, quando entrambi erano studenti ad Harvard, e volevano farne un thriller, cambiando poi a favore di tematiche come il disadattamento, la solitudine dei personaggi borderline, l’incomprensione, la difficoltà delle relazioni sociali ma anche l’altruismo, la condivisione e la solidarietà rappresentate dal personaggio del compianto Robin Williams.

Il cast perfetto e composto da grandi stelle

Naturalmente, buona parte del grande successo della pellicola è dovuta alla presenza di un cast assolutamente perfetto. La produzione, inizialmente, voleva attori più noti presso il grande pubblico (all’epoca si fece anche il nome di Leonardo DiCaprio come papabile protagonista), ma alla fine Affleck e Damon ebbero la meglio e furono proprio loro a scegliere come regista Gus Van Sant. Il loro script è cucito su di loro, con dialoghi semplici e veloci ma, allo stesso tempo sofferti, profondi e drammatici, che raggiungono il culmine della bellezza negli “scontri” tra il geniale Will e lo psicologo Sean, uno dei personaggi più belli mai portati al cinema dall’indimenticabile Robin Williams e che gli valse, meritatamente, l’Oscar come Miglior Attore non protagonista. Straordinari sono anche Minnie Driver e Stellan Skarsgård, rispettivamente nei ruoli di Skylar, la ragazza di cui Will è innamorata e del professor Gerald Lambeau, ma anche Ben Affleck si riserva un piccolo ma importante ruolo – quello di Chuckie Sullivan – sottile e intenso quanto basta per fargli ingranare la quarta verso la Hollywood che conta.

Il Golden Globe, L’Orso d’Argento e i 2 Oscar

“Will Hunting – Genio ribelle” è un vero e proprio gioiellino della fine degli anni ’90 e, nel suo essere complesso, malinconico e molto introspettivo, fa leva sul coraggio di affrontare le proprie paure e di guardare in faccia il proprio passato con fierezza, aprendosi al futuro con speranza e fiducia, imparando dai propri fallimenti. Tutto ciò, ovviamente, non poteva passare inosservato e, infatti, la pellicola ha portato a casa il Golden Globe e l’Orso d’Argento Speciale a Berlino per la Migliore sceneggiatura e 2 Oscar (su 9 nomination), al Miglior attore non protagonista e, ancora, alla Migliore sceneggiatura, ma la lista dei premi è davvero infinita.