E’ uno degli attori più sexy, longevi e talentuosi di Hollywood. 3 nomination agli Oscar, ben 66 film nel curriculum e 20 tra serie e film tv. Nick Nolte, 75 anni l’8 febbraio, ha vissuto la sua vita al massimo, in campo professionale e in amore, finendo anche per avere diverse grane legali. E’ stato il protagonista di film stupendi come “Il principe delle maree”, “L’olio di Lorenzo”, “Cape Fear – Il promontorio della paura”, “La sottile linea rossa”, “Warrior” e tanti altri.

La condanna a 22 anni e i primi ruoli in televisione.

Nolte è nato l’8 febbraio 1941 ad Omaha, in Nebraska, e al college si è sempre distinto come ottimo giocatore di football, grazie alla prestanza fisica. Il suo temperamento, però, lo ha portato ad essere cacciato da ben 5 istituti. Decise, così, di far convergere questo suo carattere e queste sue energie verso il teatro, prendendo parte, in pochissimo tempo, a più di 150 rappresentazioni. Nel 1963, a soli 22 anni, fu condannato a 5 anni di prigione per aver falsificato i documenti di chiamata alle armi, ma la pena fu, fortunatamente, sospesa. Dopo questo episodio, la televisione si accorse di lui. Trasferitosi a Los Angeles, l’attore, infatti, nel 1969, prende parte alla serie tv “Disneyland”(1969), seguita da “Griff”(1973), “Cannon”(1973), “Le strade di San Francisco” e svariati film tv, tra cui spicca “The California Kid”(1974) diretto da Richard T. Effron.

L’Emmy, la commedia cult “48 ore” e “New York Stories”.

L’esordio al cinema risale al 1975 quando Nolte prende parte al film di Richard Compton “Return to Macon County” e, da quel momento, in pratica, non si è più fermato. Nel 1976, ottiene una candidatura all’Emmy per il film tv “ll ricco e il povero”, mentre per il grande schermo girerà “Abissi”(1977) di Peter Yates, “I mastini del Dallas”(1979) diretto da Ted Kotcheff e l’action comedy cult “48 ore”, per la regia di Walter Hill, accanto ad Eddie Murphy, che lo fa conoscere al grande pubblico, e lo fa entrare nel cuore soprattutto, delle donne. Nel 1984, è sul set di un’altra commedia, “Agenzia omicidi”, di Anthony Harvey, dove recita accanto ad una straordinaria Katherine Hepburn, mentre, grazie alla sua estrema versatilità, cambia totalmente volto ne “Il seme della gramigna”(1987), film drammatico di John Hancock, dove Nolte è nei panni di Lee Umstetter, un rapinatore che, una volta in carcere, diventerà drammaturgo. Nel 1988 , è il re Learoyd nel film di John Millius “Addio al re” mentre, nel 1989, prende parte al film collettivo “New York Stories”, composto da 3 episodi diretti da Martin Scorsese, Francis Ford Coppola e Woody Allen. Nolte è il protagonista di quello di Scorsese, “Lezioni dal vero”, dove Nolte è nei panni di un pittore newyorkese, Lionel Dobie, che trova l’ispirazione solo accanto alla sua amante Paulette (Rosanna Arquette), che però lo respingerà.

Il successo di “Cape Fear – Il promontorio della paura” e “L’olio di Lorenzo”.

Gli anni ’90 per Nolte sono ricchissimi. L’attore gira ben 19 film, aprendo il decennio con il thriller “Alla ricerca dell’assassino”(1990), di Karel Reisz, per proseguire col cult “Cape Fear – Il promontorio della paura”(1991), per la regia del suo amico Martin Scorsese, dove Nolte recita accanto a Robert De Niro e Jessica Lange. Il film, remake de “Il promontorio della paura” di J.Lee Thompson, del 1962,  racconta la storia di Max Cady (De Niro), un uomo che esce di galera dopo 14 anni per stupro e l’unica cosa che vuole è vendicarsi del suo avvocato Sam Bowden (Nolte), reo di aver omesso di presentare un documento che avrebbe potuto alleggerirgli la pena. Il film è, subito, un grande successo e viene candidato a due Oscar, oltre a ricevere una caterva di altri premi e nomination. Sempre nel 1991, è la volta de “Il principe delle maree”, diretto da Barbra Streisand e tratto dall’omonimo romanzo di Pat Conry. Il ruolo di Tom Wingo, insegnante d’inglese e allenatore fallito di una squadra di football dal passato familiare complesso ed oscuro, regala a Nolte la prima nomination agli Oscar e il plauso della critica internazionale. Nel 1992, Nolte è protagonista, con Susan Sarandon, del commovente “L’olio di Lorenzo”, di George Miller, tratto da una storia vera e incentrato sulla drammatica vicenda della famiglia Odone e della malattia degenerativa del piccolo Lorenzo, l'adrenoleucodistrofia, che colpisce le cellule cerebrali. Altri film importanti sono “Jefferson in Paris”(1995) di Jams Ivory, il thriller-horror “Nightwatch – Il guardiano di notte”(1997) di Ole Bornedal, “U Turn – Inversione di marcia”(1997) di Oliver Stone e “Affliction”(1997), diretto da Paul Schrader, che gli porterà la seconda nomination agli Oscar come Miglior attore non protagonista.

“Hulk”, “Hotel Rwanda” e i grandi film del 2000.

Durante gli anni Duemila, Nolte prende parte a circa 28 film. Li apre con il drammatico “The Golden Bowl”, di James Ivory, accanto ad Uma Thurman, per proseguire con “Hulk”(2003) di Ang Lee, in cui interpreta i ruoli di David Banner/Zzzax; il bellissimo “Hotel Rwanda”(2004) di Terry George; “Paris je t’aime”(2006) di Alfonso Cuaron e la commedia “Tropic Thunder”(2008), di Ben Stiller, dove Nolte è nei panni di John "Quadrifoglio" Tayback. dal 2003, l’attore ha una relazione con Clytie Lane, dopo tre divorzi (Sheila Page, Sharyn Haddad e Rebecca Linger). Dalla Lane ha avuto Sophie, nata nel 2007, ma già nel 1986 è diventato padre di Brawley, avuto dalla terza moglie, Rebecca Linger.

Le ultime pellicole e i progetti futuri.

Nel 2011, arriva la terza nomination agli Oscar grazie al ruolo di Paddy Conlon, ex lottatore e veterano della guerra in Vietnam, nello straordinario “Warrior”, diretto da Gavin O’Connor, mentre, negli ultimi anni, l’abbiamo visto in film action come “Gangster Squad”(2013) di Ruben Fleischer, “Parker”(2013) di Taylor Hackford e “Run All Night – Una notte per sopravvivere”(2015) di Jaume Collet-Serra. Sempre nel 2015, è entrato nel cast del film western “The Ridiculous 6”, di Frank Coraci, trasmesso in tutto il mondo da Netflix, del dicembre scorso e, nel corso del 2016, entrerà a far parte del cast della serie tv “Graves”.