E’ inutile girarci intorno, Steven Spielberg è il vero re Mida di Hollywood. Regista, sceneggiatore, produttore e anche attore, è diventato un’icona del cinema con circa 30 film, 7 corti e 9 tra serie e film tv. Ideatore, negli anni ’70, della Nuova Hollywood con George Lucas, Francis Ford Coppola, Scorsese e Brian De Palma, e fondatore della case di produzione Amblin e DreamWorks, Spielberg ha trattato tutti i generi possibili con una maestria surreale e ci ha regalato gioielli come “Lo squalo”, “E.T. – L’extraterrestre”, “Salvate il soldato Ryan”, “Schindler’s List – La lista di Schindler”, “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e la saga di Indiana Jones, “Jurassik Park”, fino a “Lincoln” e “Il ponte delle spie”, riuscendo a portare a casa qualsiasi tipo di premio esistente (tra cui, 2 Oscar come Miglior regista, 1 al Miglior film, l’Oscar alla memoria Irving G. Thalberg e il Leone d’Oro alla carriera a Venezia). Il 18 dicembre compie 70 anni e, dal 30 sarà nelle nostre sale con la sua ultima e attesa creatura,  “Il GGG – Il Grande Gigante Gentile”.

Gli inizi in televisione.

Il mito è nato a Cincinnati, in Ohio, da genitori ebrei e, sin da quando aveva 8 anni si divertiva a “giocare” con una 8mm filmando i suoi familiari. Negli anni successivi, si trasferisce prima nel New Jersey e poi a Saratoga, in California, dove frequenterà il liceo ma, purtroppo, qui venne preso di mira da alcuni bulli per le sue origini ebree. Dopo aver frequentato la California State University, Spielberg gira i suoi primi cortometraggi – “The Last Train Wreck”(1957), “The Last Gun”(1959), “Fighter Squad”(1961), “Escape to Nowhere”, “Firelight(1965) e “Splitstream”(1967). Di lì a breve, conosce il produttore televisivo Sidney Sheinherg che gli chiede di realizzare il corto “Amblin’”(1968), che ottiene un ottimo successo. Il regista, allora, decide di trasferirsi a Los Angeles e inizia a lavorare assiduamente in televisione collaborando alla realizzazione dei film “Mistero in galleria”(1969), “Marcus Welby, M.D.”(1970), “Reporter alla ribalta”(1971), “The Psychiatrist”(1971) e, soprattutto, il film tv “Duel”, poi diventato film per il grande schermo.

“Lo squalo” e “Incontri ravvicinati del terzo tipo”.

L’esordio vero e proprio sul grande schermo avviene nel 1974, con il film “Sugarland Express”, con Goldi Hawn, che subito vince la Palma d’Oro al Festival di Cannes per la Migliore sceneggiatura. Il grande successo arriva grazie al cult “Lo squalo”(1975),  con Richard Dreyfuss e Roy Scheider, che incassa circa 470 milioni di dollari e vince 3 Oscar (Miglior montaggio, Miglior sonoro e Migliore colonna sonora) e iniziando la sua scalata verso l’Olimpo di Hollywood. Dopo aver rifiutato la regia di “Superman”, sviluppa la sua idea di un film sugli UFO e sugli alieni, che sogna sin da piccolo, e realizza “Incontri ravvicinati del terzo tipo”(1977), per cui ottiene la nomination agli Oscar come Miglior regista. Purtroppo, nel 1979, “1941 – Allarme a Hollywood” non è molto apprezzato dal pubblico e dalla critica, e rappresenta un piccolo passo falso in una carriera fatta solamente di grandissimi riconoscimenti.

“I predatori dell’arca perduta” e il successo di “E.T. – L’extraterrestre”.

Nel 1981, esce uno dei suoi capolavori, “I predatori dell’arca perduta”, primo film della tetralogia di “Indiana Jones”, con il grande Harrison Ford. La pellicola incassa ben 384.140.454 dollari e porta a casa 5 Oscar (Migliore scenografia, Miglior montaggio, Miglior sonoro, Miglior montaggio e Migliori effetti speciali). Ormai la strada è più che spalancata e, nel 1982, arriva il cult dei cult, “E.T. – L’extra-terrestre”, forse il suo film più rappresentativo. Il segreto del successo del film sta nelle tematiche di base trattate, molto care al regista: la crescita, il rispetto e la tolleranza, sempre attualissime. Vincitrice di 2 Golden Globe e 4 Oscar, la pellicola è un capolavoro assoluto e, tuttora, uno dei più bei film di fantascienza mai realizzati. Nel 1983, dirige l’episodio “Il gioco del bussolotto” nel film “Ai confini della realtà” e, l’anno dopo, “Indiana Jones e il tempio maledetto”, blockbuster amatissimo dai fan della saga. Nel 1985, sposa Amy Irving, dalla quale ha il figlio Max ed esce nelle sale con il bellissimo e commovente “Il colore viola”, con protagonista Whoopi Goldberg e poi Danny Glover, Margaret Avery e Oprah Winfrey. Tratto dal romanzo di Alice Walker, il film tratta argomenti delicati e forti come gli abusi sessuali, il razzismo e il coraggio delle donne. L’Academy lo inonda di nomination (ben 11) ma il film non ne porta a casa nessuna. Nel 1987 esce “L’Impero del sole”, basato sull'omonimo romanzo, parzialmente autobiografico di J. G. Ballard, del 1984, con Christian Bale e John Malkovich, seguito da “Indiana Jones e l’ultima crociata”(1989). Il successo è controbilanciato dal flop di “Always – Per sempre”, fantasy drama con Richard Dreyfuss e Holly Hunter.

“Hook”, la saga di “Jurassic Park” e “Salvate il soldato Ryan”.

Gli anni ’90 sono straordinariamente ricchi. Spielberg inizia il decennio con “Hook – Capitan Uncino”(1991), con Robin Williams nei panni di un Peter Pan adulti che tornerà all’Isola che non c’è pe recuperare i suoi figli, rapiti da Uncino/Dustin Hoffman. Dopo aver divorziato dalla Irving, il regista sposa l’attrice Kate Capshaw, nell’ottobre del 1991, e i due adottano Thei, Mikaela George, Destry Allen, ai quali si aggiungono Sasha e Sawyer, più Jessica, figlia di Kate nata da un precedente matrimonio. Spielberg è inarrestabile, la sua mente frulla in continuazione e, infatti, due anni dopo, esce “Jurassic Park”, film basato sull’omonimo romanzo scritto da Michael Crichton. La pellicola, la prima a fare un grandissimo uso di CGI per i dinosauri, uno dei film di maggiore incasso della storia del cinema, con 1.029.153.882 dollari e sarà seguita da tre sequel: “Il mondo perduto – Jurassic Park” (1997), “Jurassic Park III” (2001) e “Jurassic World” (2015). Il primo capitolo vincerà 3 Oscar (Miglior sonoro, Miglior montaggio sonoro e Migliori effetti speciali). Sempre nel 1993, il regista sente di doer esplorare le sue origini affrontando il tema profondo e delicato dell’Olocausto in “Schindler’s List – La lista di Schindler”, con Liam Neeson, Ben Kingsley e Ralph Fiennes, che vinse ben 7 Oscar (Miglior film, Miglior regia, Migliore sceneggiatura non originale, Migliore fotografia, Migliore scenografia, Miglior montaggio e Migliore colonna sonora) e decine di altri premi importanti.

“Prova a prendermi”, “The Terminal” e “La guerra dei mondi”.

Nel 1997, escono “Il mondo perduto – Jurassic Park” e “Amistad”, che riceve 4 nomination agli Oscar. L’anno dopo, è la volta di “Salvate il soldato Ryan”, con Tom Hanks e Matt Damon, uno dei più bei film di guerra mai girati in assoluto e, infatti, vinse 5 Oscar, tra cui quella per la Miglior regia. Nel 2001, compare come attore nei film “Vanilla Sky” e “Austin Powers – Goldmember”, uscito nel 2002. L’attività di regista continua con “A.I. – Intelligenza artificiale”(2001), che riceve un tiepido seguito al botteghino, ma altri successi sono dietro l’angolo perché, a ruota girerà “Minority Report”(2002), con Tom Cruise; “Prova a prendermi”(2002), con Leonardo DiCaprio e Tom Hanks e “The Terminal”(2004), ancora con Hanks. Con le miniserie “Band of Brothers”(2001) e “Taken”(2002) porta a casa una caterva di Emmy Awards mentre  “La guerra dei mondi”(2005), con Cruise, si rivelerà un grandissimo blockbuster. Nello stesso anno, cambia di nuovo rotta con “Munich”, ambientato durante le Olimpiadi del 1972 di Monaco, quando il commando di estremisti palestinesi Settembre Nero prese in ostaggio, e poi uccise, gli atleti israeliani.

Gli ultimi film e “Il GGG – Il Grande Gigante Gentile”.

“Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”, ultimo film della saga, esce nel 2008 mentre nel 2011 escono gli straordinari “Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno” e “War Horse”, candidato a 6 premi Oscar. “Lincoln”, nel 2012, riceve 12 nomination e ne porta a casa 2 (Miglior attore protagonista a Daniel Day-Lewis e Migliore scenografia) ma Spielberg porta bene a tutti i suoi attori, dato che, nel 2016, Mark Rylance riceve l’Oscar come Miglior attore non protagonista per “Il ponte delle spie”(2015), film ambientato durante gli anni della Guerra Fredda. Il 30 dicembre, il regista torna al fantasy, portando nelle nostre sale “Il GGG – Il Grande Gigante Gentile”, storia dell'unico gigante non sanguinario, che rapisce Sophie, una bambina, e le mostrerà come e dove cattura i sogni che manda nella notte nelle menti dei bimbi. I due, però, dovranno affrontare la pericolosa minaccia di un attacco dei giganti agli esseri umani. Nei panni del gigante protagonista c’è il suo amico Mark Rylance.