La notizia era nell’aria da un po’ ma ora è ufficiale, Sky Italia entra nell’arena della distribuzione cinematografica. E c’è anche un nome: Vision Distribution. La piattaforma satellitare e non, assieme a cinque tra i più importanti produttori italiani (Palomar, Indiana, Wildside, Cattleya e Lucisano), ha dato vita ad una società di distribuzione che mira a diventare uno dei nomi più importanti del panorama italiano. Con già da gestire il parco film dei 5 produttori associati e la possibilità di espandersi al di là di quelli, Vision è una spina nel fianco non da poco per le società che fino ad oggi hanno gestito la quasi totalità dei film importanti, ovvero Rai Cinema e Medusa.

Negli ultimi 10 anni (almeno) queste due società hanno gestito il mondo della distribuzione del cinema italiano e in una minoranza di casi di quello internazionale, dividendosi quasi equamente commedie e film di grandi autori. Evidentemente la collaborazione deve essere stata giudicata poco fruttuosa da queste cinque società per aver deciso di associarsi a Sky Italia, che compie il suo primo atto formale di ingresso nel mondo del cinema. Da tempo infatti la piattaforma pay e free tv si è avvicinata al grande schermo finanziando e coproducendo film, ora però li porterà proprio in sala. La presidenza di Vision infatti è stata affidata ad un uomo Sky, Andrea Scrosati (che sì è sempre occupato dei contenuti non sportivi).

La forza dei 5 poli del cinema italiano.

Per dare un’idea di cosa significhi quest’accordo e di quali cifre, talenti, registi e tipi di film siano in ballo, basta dire che Cattleya significa produzioni come Si accettano miracoli, Benvenuti al sud, La scuola più bella del mondo, Un boss in salotto o Suburra; Indiana ha realizzato Il capitale umano, Nessuno si salva da solo, Il nome del figlio e L’estate addosso;
Wildside ultimamente ha prodotto La solita commedia, Se dio vuole, Vincere, La mafia uccide solo d’estate e Ogni maledetto natale; Lucisano (che già un braccio importante nella distribuzione di titoli stranieri in Italia l’aveva) ha portato in sala La cena di natale e Che vuoi che sia; Palomar (molto forte in tv ma senza disdegnare la sala) sta dietro Tommaso, Piuma, Il giovane favoloso e Dobbiamo parlare.

Sono, in buona sostanza i titoli più pesanti delle loro annate (escluse le commedie di Natale) e quel tipo di film che rimpinza i cataloghi di qualità e quantità, il cinema medio e medio-alto in termini di incassi che di fatto crea quello che chiamiamo “industria del cinema in Italia”. All’appello dei produttori indipendenti più importanti praticamente manca solo la Indigo di Nicola Giuliano e Francesca Cima (cioè i film di Sorrentino e Il ragazzo invisibile), per il resto il CdA della società oltre che dal presidente Andrea Scrosati è composto da Margherita Amedei, Luisa Borella, Carlo Degli Esposti, Mario Gianani, Benedetto Habib, Domenico Labianca, Federica Lucisano, Luca Sanfilippo, Riccardo Tozzi e Nicola Maccanico che della società è anche AD e viene da un’esperienza di ferro di anni ai vertici di Warner Italia.

Le intenzioni di Sky partivano già dai David.

L’ufficialità dell’accordo è stata data oggi non casualmente. Infatti è arrivata dall’estero una notizia, ancora più grossa, quella cioè che vede Sky in procinto di essere acquisita da 21st Century Fox. Sky è infatti presente in molti più territori che la sola Italia e fino ad oggi ha fatto capo per il 39% alla società di Rupert Murdoch che adesso ha intenzione di acquisirne il 100% per avere un controllo decisamente maggiore e più potente su contenuti, direzioni e posizionamenti.

Di certo sappiamo che Sky Italia nella direzione del cinema già si è mossa prepotentemente l’anno scorso, ospitando l’evento mediatico più importante per il nostro cinema: i David di Donatello. Dopo anni di trasmissioni RAI infatti i diritti sono passati di mano e lo spiegamento di mezzi e forza che Sky Italia ha messo in piedi ha dimostrato più di qualsiasi comunicato stampa, promessa o convegno la visione che la società ha per l’industria del cinema italiano.