Il 27 novembre 2009 usciva nelle nostre sale Cado dalle nubi, primo film scritto e interpretato da Checco Zalone e diretto dal suo amico Gennaro Nunziante. La storia è quella di Checco, un giovane cantante pugliese, fidanzato con la parrucchiera Angela (Ivana Lotito), che sogna di sfondare nel mondo dello spettacolo, ma nel frattempo lavora come muratore nella sua Polignano a Mare. Un giorno, Checco lascia la sua amata Puglia per andare a Milano, dove viene ospitato dal cugino Alfredo (Dino Abbrescia) e dal suo compagno Manolo (Fabio Troiano), che non hanno mai rivelato la loro omosessualità alla famiglia pugliese. Una volta lì, Checco, in attesa di trovare la sua strada nel mondo discografico, incontra Marika (Giulia Michelini), una ragazza che lo convince a dare lezioni di chitarra ai ragazzi disagiati della parrocchia di Don Livio (Peppino Mazzotta). Il padre di Marika (Ivano Marescotti) però è un leghista convinto e pieno di pregiudizi nei confronti dei meridionali. Ne succederanno davvero di tutti i colori.

Una comicità semplice, genuina e intelligente

Nel 2009, nasceva uno dei più fruttuosi sodalizi della storia del cinema italiano recente. Gennaro Nunziante e Checco Zalone, infatti, si conoscevano già dai tempi in cui lavoravano assieme per Telenorba. In seguito al successo di Zalone a Zelig, i due si uniscono per portare sul grande schermo tutta la genuina e coinvolgente verve del comico pugliese, che diventa un’irresistibile calamita per gli spettatori in cerca di due ore di puro svago. Ma Zalone  che è anche sceneggiatore della pellicola (con lo stesso Nunziante e Pietro Valsecchi), non è solo questo. Il suo successo è sempre stato dovuto al fatto di sapere sfruttare i luoghi comuni con estrema semplicità e intelligenza, trattando anche tematiche molto delicate come il razzismo, l’omofobia, il perenne contrasto tra Nord e Sud con i guanti di velluto, senza mai trascendere nella volgarità. A sua favore c’è anche il fatto che ha saputo portare sul grande schermo la caricatura di se stesso, un uomo semplice, riconoscibilissimo grazie al suo modo di parlare e ai suoi gesti, legato alla sua terra e che rincorre il suo sogno, facendo ridere il suo pubblico dall’inizio alla fine.

Non dimentichiamo poi la parte “sentimentale”, trattata come favola moderna, con tanto di canzone/serenata, l’indimenticabile Angela, brano sgangherato e sgrammaticato (in perfetto stile Zalone), che dedica alla sua insoddisfatta fidanzata, per poi virare verso una più aperta e dolce Marika. Ciò fece leva anche sul pubblico più romantico e amante delle storie a lieto fine, che va oltre gli sketch televisivi e che apprezza si la satira, ma che vuole anche emozionarsi.

Gli incassi e le nomination ai David di Donatello e ai Nastri d'argento

Grazie a tutti gli elementi citati, il duo Nunziante/Zalone fece centro al primo colpo. Cado dalle nubi, infatti, incassò più di 14 milioni di euro, piazzandosi in testa al botteghino italiano in un periodo in cui nelle sale italiane venivano programmati film del calibro di The Twilight Saga: New Moon e il catastrofico 2012. Oltre agli ottimi incassi, il film portò a casa anche una nomination ai David di Donatello per la Migliore canzone originale (Angela) e 2 nomination ai Nastri d’argento (alla Miglior commedia e alla Migliore canzone originale). La storia del regista e del comico continuerà al cinema con Che bella giornata (2011), Sole a catinelle (2013) e  Quo vado? (2016), con risultati sempre più esorbitanti. Adesso, non ci resta che attendere l’esordio dietro la macchina da presa di Zalone, nelle nostre sale dal 1° gennaio 2020 con Tolo Tolo, film in cui non figura più Nunziante, col quale ci sarebbero state delle divergenze non meglio specificate, e su cui ci sono aspettative altissime.