Il messicano Alejandro González Iñárritu ha conquistato l’Academy, portando a casa l’Oscar come Miglior regista, lasciando a bocca asciutta Linklater, Miller, Anderson e Tyldum. Il suo “Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza)” è un piccolo gioiellino della cinematografia degli ultimi anni e non poteva di certo passare inosservato il suo immenso talento da regista visionario, attento e quasi ossessionato dalla cura dei dettagli. Alla fine, il suo nome era, praticamente, in ballottaggio con quello di Richard Linklater e il suo “Boyhood”, che però non ce l’ha fatta. Iñárritu è stato il primo regista messicano a ricevere una nomination come miglior regista agli Oscar e dalla Directors Guild of America. È anche il primo e unico regista messicano ad aver vinto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes. I suoi quattro lungometraggi precedenti – “Amores perros” (2000), “21 Grammi” (2003), “Babel” (2006) e “Biutiful” (2010) – sono stati acclamati dalla critica di tutto il mondo collezionando una caterva di nomination agli Oscar.

I grandi successi prima di “Birdman”

Nato a Città del Messico nel 1963, il regista ha iniziato nel 1984 la sua carriera nel mondo dello spettacolo  come deejay alla Wfm, una delle più ascoltate emittenti radiofoniche messicane. Contemporaneamente, studiava regia e recitazione nel Maine e a Los Angeles. Nel 1990, diventò produttore per Televisa e fondò la Zeta Films, sua casa di produzione, per la quale ha scritto e diretto numerosi filmati pubblicitari. Il suo primo mediometraggio, “Detrás del dinero”, è stato prodotto nel 1995 per Televisa, con Miguel Bosé nel ruolo del protagonista. In questi anni, incontra lo sceneggiatore Guillermo Arriaga, progettando poi con lui undici cortometraggi per descrivere la contradditoria natura di Città del Messico. Dopo tre anni, i due decidono di svilupparne tre. Da uno di essi nasce “Amores perros”. Nel 2002 Alejandro González Iñárritu fa parte della squadra di registi coinvolti nel progetto di 11 settembre 2001, film a episodi, riflessione a più voci sull’impatto che il tragico attentato alle Twin Towers ha avuto sulla storia del mondo. Sempre con Arriaga scrive “21 Grammi – Il peso dell’anima”, con Sean Penn, Benicio Del Toro e Naomi Watts. L’ultimo è “Babel”, nato sempre con Arriaga. Proprio grazie alla nomination come Miglior regista per “Babel” González Iñárritu, diventa il primo messicano a concorrere in questa categoria. Le nove nomination e l’Oscar per “Birdman” l’hanno portato, ormai, nell’Olimpo di Hollywood e, sicuramente, sentiremo ancora parlare di lui.