Mostra del cinema di Venezia 2020
2 Settembre 2020
16:23

Andrea Morricone omaggia il padre Ennio a Venezia77: “La sua musica è civiltà, un appello al cinema”

La Mostra del Cinema di Venezia 2020 si apre nel ricordo di Ennio Morricone. Nella cerimonia inaugurale, il figlio Andrea dirigerà il Tema di Deborah, immortale composizione per il film “C’era una volta in America”. A poche ore dalla serata, il musicista ci ha raccontato l’emozione di portare il brano sul palco: “Il più bello della sua carriera. Questo è un appello al cinema in un momento di crisi, agli enti e agli addetti ai lavori: portate avanti il talento”.
A cura di Valeria Morini
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Mostra del cinema di Venezia 2020

La Mostra del cinema di Venezia 2020 si apre con un doveroso quanto immancabile omaggio al Maestro Ennio Morricone, a due mesi dalla sua scomparsa. Nel corso della cerimonia di apertura condotta dalla madrina Anna Foglietta, in diretta su Rai Movie e sui canali social del festival e visibile anche nei cinema italiani, il figlio Andrea Morricone dirigerà uno dei brani più celebri tra quelli composti dal padre, il Tema di Deborah. Lo abbiamo sentito a poche ore dalla performance che lo vedrà esibirsi insieme all'orchestra Roma Sinfonietta, formata da tre primi violini, tre secondi violini, una viola, un violoncello e un contrabbasso.

Compositore e musicista, Andrea Morricone è autore di una quarantina di colonne sonore (tra le altre, "Nuovo cinema Paradiso" con il padre, "Liberty Heights", "Al cuore si comanda", "L'industriale"). Ci ha raccontato, visibilmente emozionato, la gioia di celebrare il cinema e le colonne sonore e di ricordare Ennio Morricone in un contesto così importante. Lo storico compositore di tante soundtrack indimenticabili, scomparso lo scorso 6 luglio al'età di 91 anni, era stato premiato con il Leone alla carriera alla Mostra di Venezia nel 1995.

Stasera, nel corso della serata inaugurale della Mostra, lei dirigerà i musicisti dell'orchestra Roma Sinfonietta con un omaggio a Ennio Morricone.

Si tratta del Tema di Deborah da C'era una volta in America. L'organico è particolare, si adatta bene al palco del Palazzo del cinema che non consente una compagine numerosa. Che dire? A mio avviso il tema più bello composto da mio padre per il cinema. Mi permetta di dire, essere qui oggi è un'occasione di riflessione. Il brano, nella sua semplicità, è profondo. È un messaggio autentico di civiltà, in un momento storico in cui il progresso è esasperato: portare questo lavoro a Venezia stasera ha un senso profondo, anche per il momento che il cinema sta attraversando. Mi riferisco al cinema in generale ma principalmente a quello italiano. Deve essere uno sprone alla cultura, affinché ci sia un rinnovamento, una palingenesi del cinema che è una delle forme d'arte privilegiate nel panorama contemporaneo. L'appello è agli addetti ai lavori e alle istituzioni perché riflettano sulla situazione del cinema. Mi consenta di estendere il discorso alle altre arti e alla musica in particolare. Come diceva Pasolini, la musica dà profondità alle immagini e le rende vere: il cinema non può esistere senza musica. In Chaplin, genio del nostro continente, non c'erano dialoghi ma c'era la colonna sonora, da lui curata. Questo per dire quanto nel cinema sia importante quando la musica funziona con le immagini. Con il Tema di Deborah avviene questo miracolo, come per altri brani scritti da mio padre per i film magnifici di Leone che restano punto di riferimento della cinematografia mondiale.

È difficile immaginare i film di Sergio Leone, e non solo i suoi, senza le musiche di Morricone.

È impossibile. La musica è talmente aderente alle immagini che diventa un altro canale per veicolare il senso stesso del film e della sceneggiatura. La musica ha un valore deontologico, un concetto del resto già elaborato dal Romanticismo tedesco.

Come vede il futuro di cinema e musica in questa situazione difficile, con gli spettacoli dal vivo in crisi per l'emergenza sanitaria?

La vera speranza è un incentivo agli enti a promuovere il talento, di registi e compositori. Mi creda, considero fondamentale sforzarsi, cercare nuove idee e nuove strade che meritino di essere promosse, per questo l'appello non è solamente alle istituzioni ma anche a chi fa cinema e musica. Bisogna tenere alto il livello. Come ha sempre sostenuto mio padre, le musiche del cinema, pur servendo l'immagine, devono sempre avere un valore a sé stante, assoluto. Sono d'accordo con lui, è la stessa cosa che cerco di fare io quando scrivo le mie colonne sonore. Il rapporto con il regista è fondamentale. Per quanto riguarda il cinema il lavoro è ingente. Fondamentale è non solo trovare le storie, ma lavorare molto sul concetto di montaggio. Oggi non posso che dispiacermi per il fatto che il cinema non è più un momento di aggregazione, ma lo si porta sui telefonini, sui televisori, nei salotti. Questo ha cambiato molto il valore umano del momento di aggregazione. Videoclip e piattaforme streaming stanno creando un nuovo linguaggio che interferisce con quello del cinema, ma il concetto di "clip" che va tanto di moda adesso è di grande efficacia e secondo me va esplorato molto. Mi piace quest'idea di "brevità", già propria della cultura latina.

Immagino che la scelta del Tema di Deborah sia dovuta anche al fatto che alcune scene di C'era una volta in America sono state girate proprio al Lido di Venezia, all'hotel Excelsior.

Esattamente, è così. La scelta di questo brano è perfettamente attinente al contesto. Gli archi in quarta corda sono legati a Venezia, nella storia della musica e del cinema (pensiamo anche a Visconti). Dal punto di vista soggettivo, quante volte ho detto a mio padre che la bellezza di questo brano è immensa. Inoltre non ci ha lasciato molti adagi per archi, questo è uno dei pochi. Il valore di questo brano è qualcosa di molto privato, facendomi portavoce di molte persone voglio condividere l'opera di mio padre.

Ha in corso progetti personali o altri omaggi a suo papà?

È importante che noi operatori culturali, i giornalisti, i quotidiani ci troviamo uniti in una missione, nella volontà di portare avanti la cultura, promuoverla ad altissimi livelli. Sperando che le circostanze logistiche lo permettano, naturalmente. Ho progetti che sto portando avanti e sono in fase di elaborazione, sia musiche mie che alcuni progetti in onore di mio padre. Nelle prossime settimane verranno assegnati due premi alla mia attività. Anche stamattina, per esempio, ho scritto un piccolo pezzo: un musicista non può farne a meno di scrivere. Sono onorato, felice di portare avanti questa attività, che pone interrogativi, domande. Il vero motore della verità è interrogarsi sulle cose, chiedersi "Posso fare meglio?".

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