Dopo i documentari “Quando c’era Berlinguer”(2014), “I bambini sanno”(2015) e “Indizi di felicità”(2017), Walter Veltroni porta nelle sale il suo primo lungometraggio, “C’è tempo”, con protagonisti il grande Stefano Fresi e il giovanissimo Giovanni Fuoco. Nel film, Fresi è Stefano, un 40enne precario che vive in montagna e che come lavoro fa “l’osservatore di arcobaleni”. La situazione cambia quando, alla morte di suo padre, gli viene affidato un fratellastro 13enne, Giovanni (Giovanni), di cui ignorava l’esistenza. Stefano accetta di prendersene cura ma sotto lauto compenso e con l’intenzione di porta il ragazzo in un istituto francese. Il loro viaggio on the road, però, cambierà la vita di entrambi.

Veltroni ha scritto anche la sceneggiatura con Doriana Leondeff e, nell’intervista a “Che tempo che fa”, ha detto:

E’ un film sulla crescita, sul diventare adulti ma anche sull’elaborazione del dolore che si risolve nell’incontro con gli altri. I protagonisti sono due persone molto diverse tra loro che si salvano, appunto, incontrandosi, in un tempo in cui non tendiamo a costruire muri che ci separano dagli altri che alla fine ci metteranno in una condizione di vita molto difficile. Il film è il racconto di questo viaggio dove loro si conoscono, si scoprono e alla fine ne usciranno diversi.

Davide Manca è il direttore della fotografia mentre il montaggio è stato curato da Gabriele Gallo. Le musiche sono state composte da Danilo Rea. “C’è tempo” è stato prodotto da Carlo Degli Esposti, Nicola Serra e coprodotto da Jérôme Seydoux e sarà distribuito nelle nostre sale da Vision Distribution a partire dal 7 marzo.

La trama

Stefano è un 40enne precario e immaturo che vive in un paesino di montagna e come lavoro fa l'osservatore di arcobaleni. Quando muore suo padre, scopre di avere un fratellastro di 13 anni, Giovanni. Senza alcuna intenzione di prendersene cura, Stefano parte per Roma e ne accetta la tutela solo per ricevere in cambio molti soldi. Totalmente diversi, i due intraprendono un viaggio in macchina che, fra diffidenze iniziali e improvvise complicità, si colorerà ad ogni tappa. L’incontro con la cantante Simona, in tour con sua figlia, sarà la svolta nel loro rapporto e, strada facendo, scopriranno quanto essere fratelli possa essere sorprendente.

Il cast

Stefano Fresi (Stefano) è al suo 22esimo film e, solo nel 2018, l’abbiamo visto in altre due commedie di successo come “Sconnessi”, di Christian Marazziti e “La Befana vien di notte”, diretto da Michele Soavi. Il giovanissimo Giovanni Fuoco (Giovanni), invece, è al suo esordio davanti alla macchina da presa. Il resto del cast conta la presenza di Simona Molinari (Simona), Francesco Zezza, del grande Jean-Pierre Léaud, Giovanni Benincasa, Anna Billò, Laura Efrikian, Silvia Gallerano, Sergio Pierattini, Shi Yang Shi e Massimiliano Tortora.

Le curiosità sul film che dovete sapere

1. Nel film c'è anche il divo francese Jean-Pierre Léaud, protagonista de “I 400 colpi” di  François Truffaut, dove vestiva i panni di Antoine Doinel.

2. Le riprese della pellicola si sono svolte tra Rimini, Parma, San Casciano, Roma e Parigi.

3. Il piccolo Giovanni Fuoco è stato scoperto da Walter Veltroni quando ha girato il documentario “Indizi di felicità”. All’epoca, aveva piazzato delle telecamere in una scuola media e lui era rimasto particolarmente colpito da Fuoco che aveva il volto simile a quello dei bimbi degli anni ‘20/’30 e una spigliatezza fuori dal comune.